L'articolo parla di un incontro a Lubiana a cui hanno partecipato giovani "patrioti" che sostenevano il rimpatrio e la deportazione di massa dei migranti, insieme alla visualizzazione di iconografie neonaziste e saluti nazisti. L'evento è coinciso con l'anniversario della Dichiarazione di Brioni, che ha posto fine alla guerra jugoslava in Slovenia. Gli organizzatori hanno affermato che i partecipanti stavano riflettendo sulla conservazione dell'identità nazionale contro minacce come il "multiculturalismo senza frontiere" e la "perversione del marketing culturale caffè-socialista". Il presidente Nataša Pirc Musar ha condannato l'uso dei simboli nazisti come una minaccia ai valori democratici, mentre il primo ministro Janez Janša è rimasto in silenzio nonostante il suo noto sostegno a ideologie simili. Diversi partecipanti erano legati al Partito democratico sloveno (SDS), tra cui l'ex leader del gruppo Andrej Okorninko e l'ex presidente del consiglio giovanile SDS Janez Marz, che in seguito ha aderito all'organizzazione. L'articolo menziona anche la società "New Directions".
Lettura del bias (Conservatore): L'articolo inquadra l'evento come una legittima espressione delle preoccupazioni per l'identità nazionale, usando termini come "patrioti", "remigrazione" e "multiculturalismo senza confini" per implicare una minaccia ai valori tradizionali.





