L'autore sostiene che, pur ritardando di un anno l'applicazione della legge, è ragionevole a causa della mancanza di un organismo di regolamentazione pienamente istituito, l'Agenzia per la protezione dei dati personali, ma deve essere fatto solo una volta e per un massimo di un anno. Lo scrittore sottolinea che le ripetute estensioni minerebbero la certezza del diritto e politicizzerebbero la regolamentazione della protezione dei dati. Sottolineano anche l'urgenza di nominare il consiglio direttivo dell'agenzia e sottolineano l'importanza di preparare le organizzazioni alla conformità durante questo periodo di transizione.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un argomento equilibrato sul ritardo di una misura legislativa, sottolineando preoccupazioni procedurali e disponibilità istituzionale piuttosto che assumere una chiara posizione ideologica.




