Nel dipartimento di Chocó, nella parte più settentrionale della Colombia, è emersa una nuova ondata di pensiero attivista attraverso il lavoro della storica Tania Lizarazo. Il suo libro Postconflict Utopias: Everyday Survival in Chocó, Colombia, esplora come le organizzazioni guidate da donne nella regione hanno mantenuto le loro comunità e territori nonostante decenni di violenza e sfollamento. Il libro, pubblicato con il titolo Utopías del postconflicto: supervivencia cotidiana en Chocó, Colombia, ha ottenuto un riconoscimento oltre i circoli accademici, vincendo premi tra cui il Best Book Award della sezione Latinx Studies della Latin American Studies Association nel 2026.
Il viaggio di Lizarazo è iniziato con una ricerca personale per comprendere la storia della violenza in Colombia. Inizialmente attirata dall'argomento attraverso i suoi studi di storia culturale all'Università di Javeriana, si è presto resa conto che la letteratura esistente non riusciva a catturare le esperienze vissute di coloro che erano più colpiti dal conflitto. Questa realizzazione l'ha portata a lavorare con l'ONG ambientale Ecofondo, dove ha viaggiato ampiamente attraverso le regioni, tra cui il Chocó. È stato lì, tra le comunità colpite sia dalla violenza politica che dai disastri naturali, che ha trovato una comprensione più profonda della resilienza e della memoria collettiva.
La sua collaborazione con la Cocomacia, una delle più forti organizzazioni di contadini neri in Colombia, è diventata centrale nella sua ricerca. Fondata nel 1991 e successivamente formalizzata attraverso la legge 70 del 1993, la Cocomacia gestisce territori di proprietà collettiva che sono stati storicamente abitati da comunità afrocolombiane.
Nonostante queste pietre miliari professionali, la sua connessione con Cocomacia è rimasta costante, dando forma a gran parte della sua traiettoria intellettuale. Il libro risultante, Postconflict Utopias, riflette la natura collaborativa del suo lavoro. Si basa su collaborazioni narrative digitali avviate nel 2013 con i membri di Cocomacia, che hanno contribuito con le loro storie mantenendo il controllo sui propri programmi. Queste narrazioni non sono state semplicemente registrate ma integrate in un progetto accademico più ampio che ha cercato di evidenziare il valore dell'attivismo guidato dalla comunità.
Lizarazo sottolinea che gli approcci accademici tradizionali spesso danno priorità all'estrazione, alla raccolta di dati e al passaggio avanti, mentre il suo metodo dà priorità alla reciprocità.
Questo concetto, che Lizarazo definisce "attivismo dell'immaginazione", sfida i tradizionali quadri accademici che spesso trascurano le dimensioni emotive e simboliche della resistenza. L'importanza del lavoro di Lizarazo è stata ulteriormente sottolineata dai recenti eventi nel Chocó. Una serie di terremoti nella regione ha intensificato le preoccupazioni sulla vulnerabilità delle popolazioni locali, in particolare di quelle che vivono in aree già colpite dalla violenza storica e dal degrado ambientale. In questo contesto, le intuizioni presentate in Utopie post-conflitto assumono una rinnovata rilevanza.
Il libro serve sia come un resoconto delle lotte passate sia come una chiamata a riconoscere la forza duratura dei movimenti di base. Lizarazo continua a impegnarsi con le comunità che ha studiato, sottolineando che il suo lavoro non è completo. Rimane impegnata a sostenere le iniziative di Cocomacia e di altri gruppi locali, assicurando che le loro voci rimangano centrali in qualsiasi discussione sulla costruzione della pace e la giustizia sociale nella regione. Il suo approccio sottolinea l'importanza di ascoltare, imparare e agire in solidarietà con coloro le cui vite sono state plasmate dal conflitto.
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