Il secondo animale più grande della Terra è stato avvistato lungo la costa del Mediterraneo, attirando l'attenzione dei ricercatori e delle comunità locali. La balena minke comune, Balaenoptera bonaerensis, è spesso osservata vicino alle coste occidentali del Mediterraneo, in particolare intorno alle coste levantine e allo Stretto di Gibilterra. Questi avvistamenti sono aumentati nelle ultime settimane, con segnalazioni provenienti da aree come la Comunità di Valencia, Murcia e Andalusia. La specie, nota per i suoi distintivi segni in bianco e nero, raggiunge lunghezze fino a 24 metri e può pesare quasi 70 tonnellate.
Le balene minke comuni migrano attraverso lo Stretto di Gibilterra, spostandosi dal Mediterraneo nelle acque atlantiche in cerca di cibo. Questo movimento stagionale è legato alla disponibilità di prede, principalmente piccoli organismi planctonici come gli euphausiidi, comunemente noti come krill. Nel Mediterraneo, queste balene sono le uniche specie di balenottere presenti regolarmente, formando una popolazione geneticamente distinta da quelle del Nord Atlantico. I loro modelli di migrazione sono influenzati dalle condizioni oceanografiche, che variano stagionalmente e influenzano la distribuzione delle loro fonti alimentari primarie.
I team scientifici che lavorano al progetto MysticMED combinano le osservazioni terrestri con la ricerca marina per studiare questi animali. Gli osservatori di stanza in punti costieri elevati, come le scogliere di Cape San Antonio, utilizzano binocoli per tracciare i movimenti delle balene. I ricercatori marini dispiegano anche attrezzature per raccogliere dati sul comportamento, la salute e le interazioni ambientali delle balene. Questi sforzi sono cruciali date le sfide dello studio dei grandi mammiferi marini, che trascorrono la maggior parte del loro tempo sommersi e sono difficili da osservare direttamente.
La balena minke comune affronta diverse minacce, tra cui collisioni con navi, inquinamento acustico da attività umane e impatti dei cambiamenti climatici sulla distribuzione delle prede. Il suo ciclo riproduttivo è lento, con femmine che danno alla luce un vitello ogni due o tre anni e individui che vivono fino a 90 anni. Queste caratteristiche biologiche rendono la specie vulnerabile al calo della popolazione, soprattutto a causa delle pratiche storiche di caccia alla balena durante il XX secolo. Nel Mediterraneo, la presenza di balene minke comuni è spesso associata a zone ad alta produttività, come il Mar Ligure, il Mar Baleare e il Santuario Pelagiano.
Queste aree supportano ricchi ecosistemi marini, fornendo risorse essenziali per le balene. Tuttavia, i cambiamenti nella temperatura dell'acqua e le correnti, guidati dai cambiamenti climatici, potrebbero perturbare questi habitat e influenzare la capacità delle balene di trovare cibo sufficiente. Le autorità locali e i gruppi di conservazione hanno notato l'aumento della frequenza degli avvistamenti di balene, sollevando domande sul fatto che ciò rifletta un aumento temporaneo della popolazione o cambiamenti nelle rotte migratorie. I ricercatori sottolineano la necessità di un monitoraggio continuo per capire come questi modelli potrebbero evolversi. Gli avvistamenti evidenziano anche l'importanza di proteggere gli habitat chiave e ridurre le pressioni umane sulle specie.
Con l'avanzare dell'estate, si prevede che il numero di balene minche comuni osservate rimarrà stabile, sebbene ulteriori studi aiuteranno a determinare le ragioni esatte della tendenza attuale.Il Mediterraneo continua a servire come corridoio critico per queste maestose creature, offrendo sia opportunità di scoperta scientifica che ricordi del delicato equilibrio tra l'attività umana e la vita marina.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 4 €/mese.
Diventa sostenitore