Il presidente finlandese Alexander Stubb ha fatto un'audace affermazione riguardo al potenziale uso da parte della Russia di armi nucleari tattiche in Ucraina, affermando che la Cina, stretta alleata della Russia, impedirà tale escalation. Secondo Stubb, Pechino ha l'ultima parola sul fatto che Mosca possa procedere con questa mossa altamente pericolosa, che molti analisti ritengono possa avere conseguenze catastrofiche e potenzialmente portare all'autodistruzione politica per il presidente russo Vladimir Putin. L'affermazione arriva in mezzo a crescenti preoccupazioni in alcuni circoli del Cremlino, compresi quelli vicini a Putin, sulla possibilità di usare armi nucleari tattiche per mettere in ginocchio l'Ucraina.
Questi timori non sono infondati, dato l'escalation del conflitto e il pesante tributo che ha preso su entrambe le parti. Tuttavia, Stubb non crede che Putin prenderebbe una decisione del genere, sostenendo che sarebbe troppo rischioso e politicamente poco saggio. In un'intervista al giornale tedesco Bild, Stubb ha sottolineato che la Cina non permetterà alla Russia di dispiegare armi nucleari in Ucraina. Ha raccontato un recente incontro con il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, durante il quale ha sollevato la questione del potenziale uso di armi nucleari da parte della Russia. Wang gli ha assicurato che la Cina non permetterebbe mai un'azione del genere, rafforzando la convinzione di Stubb che ciò funge da potente deterrente contro l'escalation.
Stubb ha anche espresso fiducia nel fatto che la Russia non attaccherà nessuno degli Stati membri della NATO, nonostante gli avvertimenti diffusi al contrario. Sulla base delle valutazioni dell'intelligence, ha sostenuto che la Russia ha subito troppe perdite in Ucraina per rischiare di aprire un altro fronte. Inoltre, ritiene che lanciare un attacco alla NATO sarebbe strategicamente insensato per Mosca, in quanto li costringerebbe a confrontarsi direttamente con la formidabile potenza militare dell'alleanza. Nonostante la sua ferma posizione, Stubb ha esortato la NATO e l'Europa a prepararsi per lo scenario peggiore, sottolineando che la prontezza è essenziale per evitare che una tale situazione si materializzi.
Ha sottolineato che la Russia non ha le risorse necessarie per un'ulteriore escalation, con l'unica opzione praticabile che è la mobilitazione di massa delle truppe, una mossa che ritiene avrebbe gravi ripercussioni politiche all'interno della stessa Russia.
Stubb, che è presidente della Finlandia dal marzo 2024, è stato a lungo critico nei confronti della Russia, in particolare dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina. In precedenza ha servito come primo ministro e ministro delle finanze, ha costantemente sostenuto un forte sostegno europeo per l'Ucraina e il rafforzamento della NATO. La sua posizione riflette un più ampio spostamento della politica finlandese verso un allineamento più stretto con le istituzioni occidentali, guidato da preoccupazioni di sicurezza a seguito dell'aggressione della Russia. Mentre Stubb rimane fermamente contrario alle azioni della Russia in Ucraina, riconosce che l'Europa e la Russia alla fine dovranno trovare un modo per coesistere in futuro.
Questo riconoscimento sottolinea il complesso panorama geopolitico in cui operano entrambe le potenze, bilanciando le ostilità immediate con la necessità di gestire relazioni a lungo termine.
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