L'inquinamento ha innescato un significativo calo delle popolazioni di salmoni e trote in Irlanda, secondo i rapporti che saranno presentati al Comitato misto per la pesca dell'Oireachtas. Questa tendenza allarmante evidenzia preoccupazioni ambientali più ampie che colpiscono gli ecosistemi d'acqua dolce in tutto il paese. Il Consiglio di pesca dell'Irlanda ha osservato che durante gli anni '70, fino a due milioni di pesci adulti sono tornati ogni anno nei fiumi irlandesi, ma le stime attuali indicano che questo numero è diminuito drasticamente, con meno di 150.000 a 250.000 ritorni ogni anno - un calo di circa il 90 per cento negli ultimi cinque decenni.
Questa forte diminuzione sottolinea il grave degrado delle risorse idriche dell'Irlanda.
Il declino del numero di salmoni e trote fa parte di un modello più ampio di disagio ecologico. Le popolazioni di trota marina hanno sofferto in modo simile, sperimentando una notevole riduzione del numero nello stesso arco di tempo. Gli invertebrati acquatici, che fungono da elementi fondamentali delle catene alimentari d'acqua dolce, hanno anche visto diminuire la popolazione nei fiumi colpiti dall'arricchimento dei nutrienti, dalla sedimentazione e dalla perdita di habitat. Queste specie, tra cui le farfalle, le farfalle e le farfalle, sono riconosciute a livello globale come indicatori della salute dell'ecosistema. Il loro declino segnala una crisi ecologica più ampia, suggerendo che i problemi che interessano queste specie sono indicativi di un peggioramento ambientale più ampio.
La Sustainable Water Network ha evidenziato che l'Irlanda ha perso un quarto dei suoi corpi idrici di alta qualità in soli 15-16 anni. Elaine McGoff, vicepresidente della rete e responsabile della difesa di An Taisce, attribuisce questo declino principalmente alle pratiche agricole.
Secondo lei, attualmente non esiste una strategia efficace per combattere l'inquinamento da nitrati, sottolineando che le barriere fisiche come i tamponi costieri sono inefficaci contro i nitrati, che penetrano direttamente nel suolo.
McGoff sottolinea inoltre che il governo deve ancora fornire prove chiare che le misure esistenti possano raggiungere le necessarie riduzioni dell'inquinamento a livello di bacino idrografico.
Inoltre, il rapporto critica Uisce Éireann, l'ente idrico di proprietà statale, per non aver soddisfatto gli standard di licenza nel 59% delle sue licenze di scarico di acque reflue attive. Questo fallimento contribuisce a problemi di qualità dell'acqua in corso, che si riflettono nella crescente frequenza di uccisioni di pesci. Tra gennaio 2023 e luglio 2024, Inland Fisheries Ireland ha documentato 30 casi di uccisioni di pesci, portando alla morte di quasi 19.000 pesci, tra cui salmoni atlantici, trota, anguille e lampree. Il drenaggio agricolo e l'uso eccessivo di fertilizzanti, in particolare azoto e fosfati, sono identificati come i principali contributori a questi incidenti.
Il deflusso di sostanze nutritive porta alla proliferazione di alghe, all'esaurimento dell'ossigeno e alla distruzione di habitat cruciali per la vita acquatica.
L'estrazione di torba, sia che sia condotta da Bord na Móna o da enti privati, è anche citata come un fattore significativo. Il deflusso di limo associato al taglio della torba e alle perturbazioni del suolo contamina i fiumi, degradando ulteriormente la qualità dell'acqua e minacciando la biodiversità acquatica. Mentre la commissione mista dell'Oireachtas si prepara ad affrontare queste questioni, l'attenzione si sposterà probabilmente verso l'identificazione di soluzioni per mitigare l'inquinamento e ripristinare la salute degli ecosistemi di acqua dolce irlandesi.
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