L'intelligenza artificiale potrebbe possedere la coscienza? Gli esperti suggeriscono che sia almeno possibile, secondo recenti sviluppi e dichiarazioni di figure di spicco nel campo.
Il filosofo David Chalmers, noto per aver coniato il termine "il difficile problema della coscienza", ha sostenuto che c'è una significativa possibilità che i grandi modelli linguistici possano diventare coscienti entro il prossimo decennio. Quando gli è stato chiesto di stimare la probabilità di essere un soggetto morale, il che significa che il suo benessere è intrinsecamente importante, Claude ha fornito risposte che vanno dal 5% al 40%. Ha sottolineato l'incertezza che circonda la domanda stessa. I moderni sistemi di IA sono diventati sempre più complessi e sofisticati. Secondo alcune metriche, alcuni modelli attuali corrispondono già alla complessità strutturale e alla scala computazionale di un cervello di topo.
Al loro attuale ritmo di avanzamento, questi sistemi potrebbero raggiungere il livello di un cervello umano in cinque o dieci anni. Man mano che l'IA diventa più avanzata, si solleva la possibilità che l'umanità stia creando un nuovo tipo di entità, che potrebbe rappresentare il risultato più profondo nella storia umana. Tuttavia, i quadri etici per affrontare tali sviluppi rimangono in gran parte assenti. Questa mancanza di preparazione è allarmante, soprattutto date le domande che sorgono: Questi sistemi sono moralmente rilevanti? Possiedono la coscienza in qualche forma? E se non lo sono ora, potrebbero diventare coscienti così presto?
Queste domande possono sembrare premature, ma i sondaggi condotti dai ricercatori indicano che la maggior parte degli esperti crede che la coscienza nell'IA sia teoricamente possibile, anche se le opinioni variano ampiamente su come potrebbe manifestarsi. Un rapporto interdisciplinare guidato da Yoshua Bengio, un pioniere dell'informatica, ha esaminato le principali teorie delle neuroscienze sulla coscienza ed ha esplorato le loro implicazioni per l'IA. Il rapporto ha concluso che non sembrano esserci barriere tecniche evidenti che impediscano la creazione di sistemi di IA le cui caratteristiche computazionali e architettura potrebbero portare alla coscienza. Anche se i sistemi di IA non sono coscienti, potrebbero comunque qualificarsi come soggetti morali.
Alcuni potrebbero sviluppare preferenze a lungo termine e mostrare un senso di identità nel tempo. Rispettare queste preferenze potrebbe essere importante. A differenza di altri oggetti inanimati, i sistemi di IA possono interagire con gli esseri umani, formando relazioni. Questa interazione potrebbe giustificare il trattamento con cura. In alternativa, la loro pura complessità potrebbe giustificare il rispetto semplicemente a causa della loro natura intricata, simile a una cattedrale o a una barriera corallina. La risposta onesta a tutto ciò è che attualmente non sappiamo con certezza se i sistemi di IA esistenti sono soggetti coscienti o morali, né sappiamo quando, o anche se, i sistemi futuri lo saranno.
La comprensione scientifica della coscienza dell'IA e il suo status di soggetto morale rimane fondamentalmente sottosviluppata. Lo stato attuale del campo assomiglia alla fisica prima di Newton: pieno di quadri teorici concorrenti, probabilmente confusi in modi che dobbiamo ancora riconoscere, e privo di una svolta unificante che renderebbe queste questioni chiaramente trattabili. Tale progresso richiederà tempo, forse molto più a lungo di quanto abbiamo a disposizione. Ma la discussione continua, guidata sia dai progressi tecnologici che dall'indagine filosofica. Ricercatori e aziende stanno lottando con le implicazioni della costruzione di sistemi sempre più potenti.
Mentre il percorso in avanti è incerto, la conversazione sul potenziale di AI per la coscienza sta guadagnando slancio, riflettendo le più ampie preoccupazioni sociali sul futuro della tecnologia e il suo rapporto con l'umanità.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 4 €/mese.
Diventa sostenitore