Il primo ministro Andrej Plenković ha affrontato la grave congestione del traffico al confine meridionale della Croazia, attribuendo la situazione principalmente al gran numero di cittadini albanesi che viaggiano attraverso il paese durante la stagione estiva.
La situazione ha sollevato preoccupazioni tra le autorità locali e i residenti, che temono che le condizioni possano rispecchiare quelle osservate a Ceuta, un'area controllata dalla Spagna sul continente africano, dove migliaia di migranti sono stati intercettati e rimpatriati in Marocco.
Plenković ha riconosciuto la necessità di migliorare le infrastrutture, in particolare il completamento della strada veloce che collega Dubrovnik a Čilip, che aiuterebbe ad agevolare il flusso del traffico verso il confine con il Montenegro. Tuttavia, ha anche sottolineato che il nuovo sistema di ingresso digitale, progettato per semplificare i controlli di frontiera, ha inavvertitamente contribuito ai ritardi a causa della sua complessità e dell'elevato volume di utenti.
Oltre ad affrontare l'immediata crisi del traffico, Plenković ha sottolineato l'impegno della Croazia a proteggere le sue frontiere e a mantenere il suo ruolo all'interno dell'area Schengen. Ha citato gli sforzi di rimpatrio di successo a Ceuta come prova della responsabilità e della vigilanza della Croazia. "Dobbiamo garantire che tutti i possibili aspetti della migrazione clandestina siano prevenuti", ha affermato, sottolineando l'importanza di misure di controllo sistematiche.
La Croazia, insieme ad altri 21 Stati membri dell'Unione europea, ha inviato una lettera al presidente del Consiglio europeo e al presidente della Commissione europea esprimendo preoccupazione per l'afflusso di massa di migranti a Ceuta. Questa mossa riflette il crescente disagio tra i leader dell'UE riguardo al potenziale di situazioni simili che potrebbero verificarsi altrove nel blocco. Mentre la portata dell'attuale crisi a Ceuta è senza precedenti, i funzionari avvertono che senza un'azione coordinata, tali incidenti potrebbero diventare più frequenti. Anche l'Italia ha risposto alla situazione, annunciando piani per sospendere l'accordo di Schengen con la Spagna per un mese in risposta ai massivi attraversamenti di frontiera.
I funzionari italiani sostengono che questa misura è necessaria per affrontare i rischi per la sicurezza derivanti dall'afflusso di migranti. Tuttavia, gli analisti suggeriscono che la posizione dell'Italia si allinea con l'agenda politica più ampia del primo ministro Giorgia Meloni e del suo partito, che ha a lungo sostenuto politiche di immigrazione più severe. Nel frattempo, le autorità locali di Konavle, la regione colpita dall'accumulo di traffico, hanno adottato misure di emergenza per gestire la crisi. Il capo del comune, Božo Lasić, ha attivato il Centro di protezione civile per assistere gli automobilisti bloccati.
I tassisti locali descrivono la situazione come caotica, con veicoli bloccati in lunghe code, temperature all'interno delle auto che raggiungono i 50 gradi Celsius e passeggeri che soffrono di disidratazione ed esaurimento. Alcuni conducenti hanno espresso frustrazione per la mancanza di alternative, osservando che i percorsi attraverso la Serbia o la Bosnia-Erzegovina, anche se più lunghi, sono disponibili e spesso meno congestionati. Tonči Peović, ex direttore dell'aeroporto di Dubrovnik, ha criticato il fallimento nell'attuazione del sistema di ingresso / uscita (EES) in modo da garantire un passaggio agevole e sicuro per i viaggiatori.
Peović ha sostenuto che l'attuale impostazione lascia molti cittadini dell'UE in attesa inutilmente in lunghe code, nonostante la disponibilità di risorse per migliorare il processo. Peović ha chiesto corsie aggiuntive, strutture migliori e aree di riposo regolari lungo il percorso per evitare ulteriori sforzi sia per i viaggiatori che per le comunità locali.
Il governo ha già iniziato a discutere su come bilanciare il turismo con la sicurezza delle frontiere, ma il tempo dirà se questi sforzi saranno sufficienti a prevenire un'altra ripetizione della crisi di Ceuta.
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