Secondo un rapporto della Fim-Cisl, le donne guadagnano in media il 13,44% in meno all'anno rispetto agli uomini in questo settore, e il divario si allarga al 19,94% se si includono benefici aggiuntivi come gli straordinari e i bonus. Le donne sono più rappresentate nei ruoli amministrativi (27,99%) ma rimangono sottorappresentate tra i lavoratori (12,14%). La rappresentanza femminile in posizioni di leadership è aumentata per tre bienni consecutivi, raggiungendo il 19,67% per i manager e il 22,42% per i supervisori. Tuttavia, i divari retributivi di genere persistono in tutte le categorie di lavoro, con la più grande disparità tra i manager (-17,49%), seguiti dai lavoratori (-21,98%). La relazione evidenzia anche una pensione a lungo termine, le donne con uno svantaggio del 30% rispetto agli uomini a tempo parziale rispetto agli uomini. Il divario di lavoro a tempo parziale, al 3,28%, rimane significativamente più basso rispetto alle donne, spesso a causa della partecipazione femminile alle responsabilità di cura, rispetto agli uomini, è spesso inferiore a 24,63%.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta i dati statistici di un rapporto sindacale senza favorire apertamente alcuna parte; esso delinea in modo obiettivo le disparità di occupazione, salari e progressione professionale tra i sessi nel settore metalmeccanico, usando un linguaggio neutrale e citando il rapporto FIM-CISL come fonte primaria.





