Quattro università in Cile hanno sospeso le lezioni in persona dopo nuove minacce di attacco armato, secondo quanto riportato dai media locali. L'incidente si è svolto questo fine settimana, con le autorità che hanno identificato un uomo di 22 anni come il sospetto dietro le minacce. L'uomo è stato arrestato a Lo Espejo, un comune della Regione Metropolitana, in seguito a un'indagine guidata dal Servizio Nazionale di Investigazioni della Polizia (PDI) e coordinata con l'Ufficio del Procuratore del Centro Nord. Le minacce sono state pubblicate online, anche su Instagram, e includevano riferimenti all'esecuzione di un "massacro" con una pistola e un coltello.
I messaggi hanno spinto molteplici università a adottare misure precauzionali, sospendendo le lezioni fisiche e spostando le operazioni in formati remoti. Il sospetto, identificato attraverso la cooperazione internazionale, non aveva precedenti penali. Durante l'operazione, la polizia è entrata in casa sua e ha sequestrato dispositivi elettronici, tra cui un telefono cellulare, un laptop e altre apparecchiature tecnologiche. Questi oggetti saranno sottoposti ad analisi forense per determinare se sono stati utilizzati per inviare i messaggi minacciosi.
Secondo i pubblici ministeri, il sospettato ha affermato di essere affiliato a un gruppo satanico o terroristico e ha minacciato di compiere attacchi contro studenti e personale dell'Università di Santiago (Usach), dell'Università Alberto Hurtado (UAH) e dell'Università Diego Portales (UDP).
L'Universidad de Santiago (Usach) ha chiuso il suo campus di Estación Central, mentre l'Universidad Diego Portales (UDP) ha spostato i suoi corsi di laurea e laurea online.
Il sospetto è stato inizialmente identificato con il nome utente amermelao, e il PDI ha utilizzato l'assistenza internazionale per confermare la sua identità nel mondo reale. Una volta che il sospetto è stato localizzato, l'ufficio del procuratore ha richiesto un ordine del tribunale per la sua detenzione e l'ingresso nella sua residenza. Il giudice ha approvato queste richieste, consentendo alle forze dell'ordine di condurre il raid. Il sospetto non ha ancora fatto una dichiarazione alle autorità e ulteriori procedimenti legali sono in corso. I procuratori stanno ancora determinando se le e-mail minacciose sono state effettivamente inviate dai dispositivi confiscati durante la perquisizione.
Un punto chiave dell'indagine consiste nel verificare se il sospetto abbia utilizzato software in grado di connettersi attraverso diversi indirizzi IP o reti private virtuali (VPN), mascherando potenzialmente la sua posizione. Ciò potrebbe complicare gli sforzi per stabilire la responsabilità diretta delle minacce. Inoltre, è in corso una revisione se gli account dei social media collegati al sospetto sono stati utilizzati per oscurare l'origine dei messaggi, rendendo più difficile identificarlo definitivamente. Nonostante le interruzioni causate dalle minacce, il sottosegretario dell'istruzione superiore, Fernanda Valdés, ha ribadito che l'attenzione deve rimanere sulla protezione delle comunità accademiche e garantire la continuità dei servizi educativi.
Ha sottolineato l'importanza di mantenere la sicurezza sostenendo la stabilità istituzionale. Man mano che il caso avanza, il sistema legale continuerà a valutare la portata del coinvolgimento del sospetto e le potenziali conseguenze delle sue azioni. L'esito di questa indagine può influenzare le future politiche riguardanti le minacce online e la sicurezza del campus in Cile.
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