Il sostegno palestinese alla lotta armata è diminuito significativamente nell'ultimo anno, secondo un nuovo sondaggio d'opinione pubblicato questo mese. Il Centro palestinese per la politica e la ricerca di indagine, con sede a Ramallah, ha condotto l'indagine sia nella Striscia di Gaza che in Cisgiordania. Segue l'annuncio del presidente Mahmoud Abbas di elezioni presidenziali e legislative previste per novembre 2027.
Il sondaggio indica che il 27% degli intervistati ora favorisce la lotta armata come mezzo più efficace per garantire uno stato palestinese indipendente, in calo rispetto al 41% di ottobre. Al contrario, il 44% dei partecipanti sostiene i negoziati, in aumento rispetto al 36% di un anno prima. Mentre la preferenza generale per la lotta armata è diminuita, le opinioni sulla sua efficacia rimangono divise. La metà degli intervistati ritiene che sia stata efficace, mentre l'altra metà sostiene che abbia causato devastazione a Gaza e in Cisgiordania. Il conflitto a Gaza, iniziato dopo gli attacchi di Hamas il 7 ottobre 2023, ha lasciato il territorio in rovina.
Oltre 73.000 abitanti di Gaza sono morti, e le organizzazioni per i diritti umani stimano che il bilancio potrebbe essere ancora più alto a causa del gran numero di corpi non contabilizzati sepolti sotto le macerie. Questa crisi in corso ha profondamente influenzato la percezione pubblica dei gruppi armati e dei loro leader. La fiducia nella capacità di Hamas di rappresentare i palestinesi è scesa dal 41% al 28% negli ultimi 10 mesi. Più del 40% degli intervistati afferma che né Hamas né il suo rivale, Fatah, meritano di guidare la causa palestinese. L'insoddisfazione pubblica nei confronti del presidente Mahmoud Abbas ha raggiunto livelli allarmanti.
L'80 per cento degli intervistati vuole che si dimetta, e il suo tasso di approvazione è sceso al 18 per cento, rispetto al 21 per cento di ottobre. La leadership palestinese affronta crescenti critiche sia dai suoi cittadini che dalla comunità internazionale. Molti vedono Abbas come inefficace nel promuovere gli sforzi di pace o affrontare la crisi umanitaria a Gaza. Tra le figure più popolari del sondaggio c'è Marwan Barghouti, un attivista imprigionato noto per la sua opposizione alle politiche israeliane. Ha ricevuto il 39 per cento dei voti come potenziale successore di Abbas, superando l'attuale presidente e altri candidati.
Nonostante sia stato incarcerato dal 2002, Barghouti mantiene un ampio sostegno, con il 54% dei 1.270 intervistati che lo classificano al di sopra di Abbas e Khalil All Hayya, che recentemente è diventato il leader politico di Hamas.
Il riconoscimento internazionale dello Stato palestinese è aumentato, con oltre l'80% degli Stati membri dell'ONU che ora riconoscono ufficialmente la Palestina. Paesi come Canada, Regno Unito, Francia e Australia si sono uniti a questa tendenza lo scorso anno. Questo crescente sostegno diplomatico esercita ulteriore pressione sull'Autorità Palestinese per attuare riforme e migliorare la governance. Khalil Shikaki, direttore del Centro Palestinese per la Politica e la Ricerca di Sondaggio, ha sottolineato che il successo delle elezioni dipende dalla continua pressione internazionale.
Il futuro della politica palestinese appare sempre più incerto, modellato da cambiamenti nell'opinione pubblica, divisioni interne e pressioni esterne.
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