Conversazioni concrete con l'Uganda e il Ruanda per portare i rifugiati dall'UE
L'articolo riporta discussioni tra paesi dell'Unione europea, tra cui Grecia, Austria, Germania, Danimarca e Paesi Bassi, per stabilire "centri di ritorno" in Africa, in particolare Uganda, Ruanda e Kenya, per ricollocare i richiedenti asilo respinti. Secondo fonti greche, l'Uganda è considerata come un centro di ritorno a partire dal 2027, dove potrebbero essere ricollocati fino a 10.000 adulti che hanno causato problemi nelle strutture di detenzione. Il Ministero degli Interni austriaco non ha confermato queste notizie ma riconosce i colloqui in corso. Sono in corso anche discussioni con il Ruanda, con potenziali accordi su un protocollo di emergenza per portare nel paese i richiedenti asilo respinti. Questi sforzi si allineano con i regolamenti dell'UE che consentono l'esternalizzazione di parti delle procedure di asilo.
Le nazioni europee, tra cui Austria, Germania, Paesi Bassi, Danimarca e Grecia, sembrano essere impegnate in negoziati avanzati con l'Uganda per istituire un centro di rimpatrio per i richiedenti asilo respinti.
Il centro previsto in Uganda avrebbe inizialmente ospitato fino a 10.000 richiedenti asilo respinti, principalmente maschi adulti che hanno causato problemi nei centri di accoglienza europei. I bambini non sarebbero inclusi in questo accordo.
Un portavoce del ministro degli Interni Gerhard Karner ha dichiarato che l'Austria ha mantenuto il silenzio sulla questione, nonostante sia uno dei paesi leader in tali iniziative dal 2023. Mentre non è stata data alcuna conferma formale riguardo ai rapporti, gli incontri sono in programma per il 4 settembre a Copenaghen, dove i rappresentanti dei cinque paesi partecipanti discuteranno il progresso dei loro negoziati.
Secondo i rapporti, il governo di Kigali ha confermato di essere impegnato in colloqui concreti con i governi europei. Un rappresentante del governo ruandese ha osservato che, sebbene non vi sia ancora un accordo finalizzato, sono in corso discussioni su un protocollo di emergenza per facilitare il trasferimento dei richiedenti asilo respinti dall'Europa in Ruanda. Ciò indica che più nazioni africane vengono valutate come potenziali siti per tali strutture.
Il primo ministro italiano Giorgia Meloni, insieme al primo ministro danese Mette Frederiksen, ha sostenuto la creazione di tali centri, sostenuti da altri Stati membri dell'UE, tra cui l'Austria. L'UE ha recentemente approvato una legislazione che consente agli Stati membri di avviare negoziati con paesi terzi per la creazione di centri di rimpatrio. L'esperta in immigrazione Judith Kohlenberger ha sottolineato che tali centri ospiterebbero esclusivamente richiedenti asilo respinti dai paesi che li finanziano.
Il quadro giuridico che disciplina queste operazioni è ancora in fase di negoziazione, con squadre tecniche che prevedono di recarsi in Africa per finalizzare i dettagli dei centri proposti. Mentre le discussioni continuano, il coinvolgimento di più paesi europei e potenziali nazioni ospitanti sottolinea la complessità della gestione delle politiche migratorie nell'attuale clima geopolitico. L'esito di questi negoziati potrebbe influenzare significativamente i futuri approcci alla gestione della migrazione all'interno dell'Unione europea.
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