La Commissione europea ha ordinato a Meta di pagare 567 milioni di euro di risarcimento per danni causati ai minori attraverso le sue piattaforme, portando l'ammenda totale a 942 milioni di euro. La decisione è stata annunciata dopo una lunga indagine su come i servizi di social media di Meta hanno avuto un impatto sui giovani utenti. La sentenza arriva dopo anni di controllo sul ruolo delle aziende tecnologiche nel plasmare le esperienze digitali di bambini e adolescenti. Gli organismi di regolamentazione in diversi paesi hanno sollevato preoccupazioni sull'esposizione dei minori a contenuti dannosi, tra cui autolesionismo, suicidio, disturbi alimentari e violenza grafica.
La Commissione europea ha citato prove che gli algoritmi di Meta spesso danno priorità all'engagement rispetto alla sicurezza, portando ad un aumento del rischio per gli utenti vulnerabili. Secondo la commissione, Meta non era riuscita a proteggere adeguatamente i minori da contenuti potenzialmente dannosi nonostante ripetuti avvertimenti e raccomandazioni. La società era stata invitata a implementare misure di salvaguardia più forti, come restrizioni di età, filtraggio dei contenuti e controlli parentali. Tuttavia, queste misure sono state ritenute insufficienti per prevenire gli effetti negativi osservati tra i giovani utenti. In risposta alla sentenza, Meta ha dichiarato di aver già adottato misure per migliorare la sicurezza delle sue piattaforme per il pubblico più giovane.
La società ha introdotto funzionalità progettate per limitare l'accesso a determinati tipi di contenuti, tra cui un sistema lock che limita l'uso per i minori di età inferiore ai 13 anni. Ha anche lanciato account appositamente progettati per gli adolescenti, che includono impostazioni di privacy migliorate e filtri di contenuti. Inoltre, Meta ha implementato una funzione e strumenti anti-bullismo per combattere le molestie sessuali e la sextortion. La piattaforma ha spiegato che i suoi sforzi miravano ad aiutare i genitori e gli educatori a gestire le attività online dei loro figli in modo più efficace. Ha sottolineato che le nuove funzionalità erano destinate a incoraggiare abitudini digitali più sane e ridurre la probabilità di esposizione a materiale dannoso.
Ad esempio, gli adolescenti passano automaticamente a un filtro di contenuti più limitato, limitando l'accesso ai video che mostrano altercazioni fisiche o promuovono procedure estetiche. Meta ha anche introdotto limiti di tempo e una "modalità di riposo" attivata durante le ore tardive, che silenzia le notifiche e invia risposte automatiche. Questi cambiamenti facevano parte di iniziative più ampie per promuovere un uso responsabile della tecnologia, con la società che afferma che incoraggia le famiglie a modellare un comportamento appropriato quando si utilizzano dispositivi digitali. Nonostante queste misure, i regolatori hanno sostenuto che non sono andati abbastanza lontano per affrontare i rischi sistemici associati al design delle piattaforme.
La Commissione europea ha osservato che anche con queste restrizioni, i minori potrebbero ancora incontrare contenuti dannosi se condivisi da coetanei o accessibili tramite link di terze parti. Ciò ha portato all'imposizione della sostanziale sanzione finanziaria come deterrente contro future negligenze. Il caso evidenzia le tensioni in corso tra le aziende tecnologiche e le autorità di regolamentazione per quanto riguarda le responsabilità etiche delle piattaforme di social media. Mentre Meta ha riconosciuto la necessità di una maggiore responsabilità, i critici sostengono che sono necessarie misure più proattive per garantire il benessere dei giovani utenti.
Con l'avvio dell'esecuzione dell'ammenda, potrebbero sorgere ulteriori discussioni su come bilanciare al meglio l'innovazione con la protezione dei minori nello spazio digitale.
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