Il 1° dicembre 2023, Josée Lamère, un'ex insegnante e sostenitrice dell'assistenza medica alla morte (MAID), è stata diagnosticata con un cancro alla cistifellea in stadio 4. Nel giro di pochi giorni, ha richiesto assistenza per porre fine alla sua vita, e è morta 18 giorni dopo, il 19 dicembre 2023. Il 9% di tutti i decessi avviene attraverso il suicidio assistito, di gran lunga il tasso più alto a livello globale. Questa statistica riflette sia il quadro legale che le tensioni culturali che circondano le cure di fine vita nella provincia. Il viaggio di Josée è iniziato nel 1984, durante l'apice della Rivoluzione tranquilla in Quebec. Quell'anno, Céline Dion si è esibita allo Stadio Olimpico di Montreal, attirando l'attenzione globale.
Mentre la performance fu un momento decisivo per la musica pop, segnò anche un punto di svolta per Josée Lamère, che lavorava dietro le quinte come consulente giovanile dell'arcivescovo di Montreal. A differenza di molti altri, vide l'evento come un simbolo di progresso secolare piuttosto che di trionfo religioso.
A metà del XX secolo, la Chiesa cattolica aveva iniziato ad ammorbidire la sua posizione sulle decisioni di fine vita, consentendo ai pazienti di rifiutare trattamenti eccessivamente aggressivi. Questo concetto, noto come l'acharnement thérapeutique, avrebbe in seguito influenzato la politica canadese.
La legge richiede che gli individui siano mentalmente competenti e soffrano di una condizione grave e irrimediabile. Tuttavia, la definizione di sofferenza rimane soggettiva, influenzata dalle esperienze personali, dalle norme culturali e dal contesto storico. Josée è diventata sempre più impegnata nelle discussioni su MAID dopo aver curato sua madre, che soffriva dell'Alzheimer. Il lento deterioramento della condizione di sua madre ha lasciato Josée profondamente colpita, spingendola a sostenere un accesso esteso a MAID. Nel 2024, i tribunali del Quebec hanno stabilito che gli individui con condizioni irreversibili potevano ricevere MAID anche se mancavano la capacità di dare il consenso al momento della morte.
Questa decisione era in linea con la convinzione di Josée che l'autonomia dovesse estendersi oltre le capacità fisiche. Alla fine del 2023, Josée ha affrontato la sua crisi di salute. Diagnosticata con un cancro alla cistifellea avanzato, ha scelto di cercare MAID, credendo che offrisse dignità di fronte all'inevitabile declino. La sua scelta non è stata presa alla leggera, né è stata isolata. Ha seguito un modello di difesa e riflessione che si è esteso per quasi quattro decenni. Sua figlia, Constance, ha descritto gli ultimi desideri di sua madre: "Lasciami morire in pace".
Il dibattito continua, con discussioni incentrate non solo sull'ammissibilità, ma anche sulle esperienze vissute da coloro che scelgono di porre fine alla propria vita.La storia di Josée, come molte altre, illustra la complessa interazione tra legge, etica e convinzione personale nel modellare le decisioni di fine vita.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 4 €/mese.
Diventa sostenitore