I democratici moderati si stanno preparando per quella che chiamano "la prossima guerra" contro la crescente influenza dei democratici socialisti d'America (DSA) all'interno dei loro ranghi, secondo i rapporti del New York Times e Breitbart News. La tensione è aumentata dopo la vittoria di Abdulrahman Mohamed El-Sayed nelle primarie democratiche del Senato del Michigan martedì, dove ha battuto di poco la favorita dell'establishment, la rappresentante Haley Stevens. Questa vittoria, anche se inaspettata, segna un punto di svolta nella lotta interna tra moderati e progressisti all'interno del Partito democratico, con implicazioni per la corsa presidenziale del 2028.
Jonathan Cowan, presidente del gruppo centrista Third Way, ha rivelato i piani per una campagna di 15 milioni di dollari volta a contrastare il socialismo democratico. L'iniziativa include ricerche sull'opposizione, sondaggi, sensibilizzazione sui social media e sforzi per educare gli attivisti del partito. "Ci stiamo preparando per la prossima guerra che sta arrivando", ha detto Cowan al Times, sottolineando la minaccia rappresentata dal crescente successo elettorale del DSA.
Invece, il risultato, ristretto di soli 14.000 voti, ha sollevato allarmi tra i moderati, che temono che tali vittorie in stati chiave oscillanti potrebbero aprire la strada a un candidato progressista per assicurarsi la nomina presidenziale e successivamente perdere le elezioni generali.
Nel frattempo, altri candidati socialisti hanno affrontato battute d'arresto, come l'ex rappresentante Cori Bush che ha perso la sua candidatura per riconquistare il suo seggio nel Missouri. Eppure, nonostante queste perdite, il DSA continua a guadagnare terreno nelle primarie di New York, Colorado e Michigan. Il senatore John Fetterman (D-PA) ha espresso preoccupazione per l'influenza di figure come Hasan Piker, uno streamer di Twitch di tendenza marxista noto per dichiarazioni controverse.
Fetterman ha dichiarato: "Se fossi un repubblicano, avrei semplicemente gettato 20 milioni di dollari per la pubblicità", sottintendendo che tali associazioni potrebbero alienare basi elettorali più ampie. James Carville, strategista democratico di lunga data, ha anche espresso disagio per la crescente presenza della DSA. In una recente dichiarazione, Carville ha dichiarato che non sarebbe rimasto nel Partito Democratico se Piker fosse diventato una forza importante all'interno di esso. "Non sarò nello stesso partito di Hasan Piker", ha detto, indicando una crepazione tra gli strateghi democratici tradizionali e l'ala sinistra del partito.
La posizione di Carville riflette una più ampia preoccupazione tra i democratici dell'establishment che l'agenda radicale del DSA potrebbe minare l'appello del partito agli elettori moderati e suburbani, dati demografici cruciali negli stati oscillanti.
Allo stesso modo, il Nation evidenzia le complessità del ruolo della DSA nella politica nera, sostenendo che la sua strategia rispecchia le forme storiche di azione politica nera insurrezionale. L'approccio della DSA, che utilizza il Partito Democratico come piattaforma mentre sfida la sua leadership e la sua ideologia, rappresenta una sfida alle tradizionali strutture di potere all'interno del partito.
Con la corsa presidenziale del 2028 in arrivo, la battaglia tra moderati e progressisti si intensificherà, determinando la direzione futura del partito, e forse della nazione.
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