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Un'infermiera licenziata dalla pubblica amministrazione per la protesta contro la "trama dei capelli" nonostante l'assoluzione
TR🏛️ PoliticaConservatore3 gg fa

Un'infermiera licenziata dalla pubblica amministrazione per la protesta contro la "trama dei capelli" nonostante l'assoluzione

Un'infermiera di nome İkra Avcı in Turchia è stata licenziata dal suo incarico di servizio civile dopo aver pubblicato un video in cui si intrecciava i capelli sui social media in solidarietà con le donne curde vittime della violenza in Siria. L'atto era legato a una più ampia campagna in cui le donne curde e altri protestavano contro la profanazione del corpo di una combattente femminile mostrando le loro trecce. Anche se Avcı è stata assolta dalle accuse di "propaganda del terrorismo" in un processo giudiziario, ha affrontato sanzioni amministrative che hanno portato al suo licenziamento. L'azione disciplinare è stata intrapresa dall'Alto Consiglio Disciplinare del Ministero della Salute, anche se la base giuridica specifica per la decisione rimane sconosciuta. Avcı prevede di contestare la decisione attraverso canali legali.

Un'infermiera turca che è stata assolta da accuse relative a un post sui social media che esprimeva solidarietà con le donne curde è stata licenziata dalla sua posizione nella funzione pubblica.

La controversia è iniziata all'inizio di gennaio quando è emerso un filmato in cui un membro delle forze governative interim siriane tiene in alto la treccia recisa di una combattente delle unità di difesa delle donne curde (YPJ). Questo atto di profanazione ha scatenato indignazione tra le donne curde, che hanno avviato una campagna sui social media condividendo foto di se stesse con i capelli intrecciati. Il movimento ha rapidamente attirato l'attenzione internazionale, attirando la partecipazione di donne di tutto il mondo. Avcı si è unita alla campagna pubblicando un breve video di se stessa che si intreccia i capelli, che le autorità hanno usato per aprire indagini sia giudiziarie che amministrative contro di lei.

A metà maggio, un tribunale di Kocaeli ha stabilito che non vi erano prove sufficienti per condannare Avcı alle accuse, portando alla sua assoluzione. Tuttavia, il processo disciplinare è continuato separatamente dal caso penale, culminando nel suo licenziamento dalla pubblica amministrazione.

Nel caso di Avcı, l'Alto Consiglio Disciplinare del Ministero della Salute ha stabilito che le sue azioni giustificavano la rimozione dalla sua posizione. I dettagli che circondano la decisione del consiglio, come la data, il numero di riferimento e la giustificazione specifica, non sono disponibili pubblicamente. Le autorità non hanno fornito una spiegazione ufficiale sul motivo per cui è stata intrapresa l'azione disciplinare, in particolare dal momento che Avcı è stata dichiarata non colpevole nel procedimento penale. Avcı ha espresso la sua frustrazione e il senso di ingiustizia attraverso un post sui social media che annunciava il suo licenziamento. Ha dichiarato che il suo intento era di sensibilizzare sulla violenza e sui femicidi che colpiscono le donne a livello globale.

"Sono stata licenziata dalla mia professione di infermiera", ha scritto. "Mi sono intrecciata i capelli per protestare contro l'uccisione di donne, la violenza e i femicidi. Il prezzo che ho pagato è stata la mia professione. La sua dichiarazione evidenzia la tensione tra la libertà di espressione e la regolamentazione statale in Turchia, specialmente per quanto riguarda le questioni legate alle sensibilità politiche ed etniche. Gli esperti legali suggeriscono che Avcı potrebbe intraprendere ulteriori azioni contro la sentenza disciplinare.

La mancanza di trasparenza nel processo disciplinare ha sollevato preoccupazioni sull'equità di tali procedure all'interno della burocrazia turca. L'incidente sottolinea dibattiti più ampi sulla libertà di espressione, il trattamento delle voci dissidenti e l'applicazione di misure disciplinari nel settore pubblico. Mentre Avcı si prepara a contestare il suo licenziamento, l'esito della sua battaglia legale potrebbe influenzare i futuri casi che coinvolgono circostanze simili. Nel frattempo, la questione della profanazione della treccia della donna curda continua a risuonare a livello internazionale, riflettendo le tensioni in corso nelle regioni colpite da conflitti e violazioni dei diritti umani.

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Bianet logoBianetIndipendenteConservatoreFattualità 85Obiettività 783 gg fa
Un'infermiera licenziata dalla pubblica amministrazione per la protesta contro la "trama dei capelli" nonostante l'assoluzione

Un'infermiera di nome İkra Avcı in Turchia è stata licenziata dal suo incarico di servizio civile dopo aver pubblicato un video in cui si intrecciava i capelli sui social media in solidarietà con le donne curde vittime della violenza in Siria. L'atto era legato a una più ampia campagna in cui le donne curde e altri protestavano contro la profanazione del corpo di una combattente femminile mostrando le loro trecce. Anche se Avcı è stata assolta dalle accuse di "propaganda del terrorismo" in un processo giudiziario, ha affrontato sanzioni amministrative che hanno portato al suo licenziamento. L'azione disciplinare è stata intrapresa dall'Alto Consiglio Disciplinare del Ministero della Salute, anche se la base giuridica specifica per la decisione rimane sconosciuta. Avcı prevede di contestare la decisione attraverso canali legali.

Lettura del bias (Conservatore): L'articolo descrive le azioni dell'infermiera come potenzialmente sovversive ai sensi del quadro giuridico turco, sottolineando l'applicazione da parte dello stato di rigorose normative contro il dissenso percepito.

Perché fattualità (85): The article accurately reports the events surrounding İkra Avcı's dismissal, including her acquittal in court and the broader context of the hair braiding protest linked to the Kurdish Women's Defense Units. It references multiple related incidents and legal actions, aligning with the cross-source c

Perché obiettività (78): The article presents the facts in a straightforward manner but includes emotionally charged language such as 'unjust' and 'price I paid,' which may reflect the personal perspective of the individual rather than an objective analysis. The tone leans slightly towards sympathy for Avcı's position.

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