L'Australia ha implementato uno dei più severi divieti sui social media per gli utenti di età inferiore ai 16 anni nel dicembre 2025, vietando loro di creare account su piattaforme come TikTok, Instagram e Snapchat. Tuttavia, uno studio condotto da ricercatori tra cui l'economista comportamentale Christopher Roth del Max Planck Institute for Behavioral Economics rivela che la conformità a questa legge è stata estremamente bassa. Sei mesi dopo l'entrata in vigore del divieto, solo il sei per cento degli adolescenti di età compresa tra 14 e 15 anni ha aderito al regolamento, in calo dal 27 per cento in aprile e dal 15 per cento a giugno. La ricerca indica che l'uso di piattaforme vietate è aumentato piuttosto che diminuito, con il 92 per cento dei 14-15 anni che utilizzano almeno una piattaforma limitata nella scorsa settimana di giugno. Molti adolescenti aggirano le restrizioni attraverso metodi come date di nascita false, reti private virtuali (VPN) o account creati da membri della famiglia. I ricercatori sostengono che l'applicazione da sola è insufficiente, poiché queste piattaforme consentono lunghi workarounds, la legge rimane efficace.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta i risultati di uno studio scientifico e cita ricercatori senza apertamente favorire alcuna delle due parti.
Perché fattualità (85): The article accurately reports the findings from the NBER working paper, noting that compliance dropped from 27% to 6% over six months. It correctly cites the study's main conclusions about peer pressure and social norms influencing compliance. The article also mentions the broader implications for
Perché obiettività (78): The tone is generally neutral but leans slightly towards highlighting the failure of the policy, which could be seen as subtly critical. The article emphasizes the 'ernüchternd' (disappointing) outcome, which introduces some emotional framing despite presenting factual data.

