Mariana Eva Pérez, figlia di due attivisti scomparsi durante l'ultima dittatura militare argentina, ha pubblicato un nuovo romanzo intitolato Constanza y Matute (hacen la porquería), che esplora i complessi paesaggi emotivi e psicologici di individui che sono cresciuti all'ombra della violenza politica. Il libro, descritto come un romanzo erotico ad alta tensione con elementi di post-porno, sfida le narrazioni tradizionali sulla memoria, il trauma e l'identità.
Il racconto si concentra su Constanza, un'antropologa forense che non ha mai trovato i resti dei suoi genitori, e Matute, il cui rapporto con Constanza si intreccia nella ricerca della verità. La loro dinamica si svolge attraverso una serie di scambi che offuscano le linee tra intimità e conflitto, rivelando come il dolore irrisolto può plasmare le relazioni personali. chiede a un personaggio. No, risponde all'altro. Questo scambio sottolinea il rifiuto del romanzo di offrire risposte semplici, presentando invece un'esplorazione grezza, spesso scomoda, di come il trauma persiste attraverso le generazioni.
Pérez, nata a Buenos Aires nel 1977, è cresciuta in una famiglia modellata dalla scomparsa dei suoi genitori, entrambi membri dei Montoneros, un gruppo di guerriglia di sinistra preso di mira durante la dittatura 1976-1983.
Il suo precedente lavoro, Diario de una princesa montonera, pubblicato nel 2012 e ampliato nel 2021 come 110% Verdad, ha stabilito la sua reputazione per la miscelazione della storia personale con la finzione letteraria, offrendo una raffigurazione sfumata della resistenza politica e delle sue conseguenze. In Constanza y Matute, Pérez continua a sfidare la narrazione convenzionale incorporando elementi di desiderio e sessualità in una narrazione profondamente radicata nel trauma politico e sociale. Il romanzo non romantica le esperienze dei suoi personaggi; piuttosto, li presenta come difettosi, vulnerabili e spesso fuorviati, rispecchiando le lotte della vita reale di coloro che hanno vissuto sotto regimi autoritari.
Il protagonista con un braccio disabile, un dettaglio che riflette le cicatrici fisiche ed emotive della violenza politica, funge da simbolo delle più ampie fratture sociali causate dalla repressione statale. Il romanzo critica anche i modi in cui le strutture di potere tentano di controllare il discorso, in particolare per quanto riguarda la memoria storica. Pérez introduce il concetto di la porquería, non sporcizia letterale, ma l'uso di retorica vuota, l'erosione della chiarezza nella giustificazione politica e la complicità delle istituzioni nel perpetuare il silenzio.
Intrecciando questi temi in una narrativa fittizia, invita i lettori a confrontarsi con le verità scomode sulla persistenza dell'influenza autoritaria nella società contemporanea. Il suo lavoro è stato elogiato per la sua capacità di esporre il trauma senza fuggire dal disagio.
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PerfilIndipendenteProgressistaFattualità 85Obiettività 75ieri "Mai più, l'abbiamo già detto un sacco": Mariana Eva Perez e la ricerca di un nuovo linguaggio per parlare della dittaturaMariana Eva Perez, figlia di due militanti montaneri che furono rapiti e scomparsi durante l'ultima dittatura militare argentina, scrive romanzi incentrati su 'hijis' coloro che sono nati dai scomparsi. Il suo ultimo lavoro, 'Constatza y Matute (hacen la porquería) ', è un romanzo erotico che esplora temi di trauma, identità e eredità della dittatura attraverso personaggi che lottano con il loro passato. Il libro sfida le narrazioni convenzionali raffigurando questi individui come esseri imperfetti e complessi piuttosto che figure romantiche. Perez sottolinea la necessità di nuovi modi per discutere l'impatto in corso della dittatura, sostenendo che il linguaggio tradizionale ha il suo potere di coinvolgere il pubblico più giovane. Il romanzo affronta anche questioni come la disabilità, la disuguaglianza economica e la ricerca della verità.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo discute l'eredità della dittatura militare argentina e si concentra sulle esperienze dei figli dei scomparsi, che è intrinsecamente carica di politica.
Perché fattualità (85): The article accurately reflects the primary source document by mentioning Mariana Eva Pérez’s background as the daughter of disappeared individuals, her work with Abuelas de Plaza de Mayo, and her literary contributions including 'Constanza y Matute'. It also discusses her approach to writing erotic
Perché obiettività (75): The article presents a generally balanced view of Pérez’s work and motivations, but uses emotionally charged language like 'ejercicio del periodismo profesional y crítico es un pilar fundamental de la democracia' which implies a moral stance. The tone leans slightly towards appreciating her subversi
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