Durante la giornata inaugurale della Serie A, un giornalista della DAZN si ritrovò in una situazione imbarazzante mentre trasmetteva dal vivo da Udine durante la partita Udinese-Como. L'incidente si è verificato mentre il giornalista, Alessandro Vescini, tentava di discutere della prestazione di Nico Paz, un giocatore chiave per Como. Tuttavia, credeva erroneamente di registrare in diretta invece di trasmettere in diretta, portandolo a chiedere una riproduzione.
Il momento è rapidamente diventato virale sui social media, con gli utenti che hanno reagito sia alla confusione del giornalista che alla questione più ampia dei costi di sottoscrizione per accedere alle partite della Serie A tramite DAZN. Molti commenti hanno evidenziato il nuovo modello di prezzo, che richiede quasi 50 euro al mese per un abbonamento completo.
Vescini si è concentrato su Nico Paz, l'attaccante argentino che recentemente si era unito a Como dopo essere stato rilasciato dal Real Madrid. Secondo i rapporti, il valore di Paz nel videogioco EA FC è aumentato in modo significativo, da 79 a 86 punti, riflettendo il suo potenziale e la recente acquisizione da parte del club.
I suoi commenti hanno sottolineato come Paz sia diventato un attore di spicco per Como, nonostante il suo breve periodo al Real Madrid. Le piattaforme di social media sono state inondate di risposte all'incidente, molte delle quali criticano l'aumento del costo degli abbonamenti DAZN. Gli utenti hanno preso Twitter e altri forum online per esprimere le loro preoccupazioni, usando la frase 5050 € al mese come grido di battaglia contro l'aumento dei prezzi. Un tweet particolarmente popolare, condiviso dall'utente Nicklas Bahre, afferma semplicemente il costo in due parole, accompagnato dal video dell'errore di Vescini.
La controversia che circonda le tariffe di abbonamento di DAZN si è intensificata in seguito all'incidente, con i fan che hanno espresso insoddisfazione per l'onere finanziario di guardare la lega. Mentre alcuni spettatori trovano umorismo nel mix del giornalista, altri lo vedono come un sintomo di un problema più grande, l'aumento del costo di accesso ai contenuti sportivi.
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