Secondo fonti attendibili, l'agenzia di intelligence militare americana, la Defense Intelligence Agency (DIA), ha stimato che le capacità di Israele in materia di spionaggio umano e di raccolta tecnica raggiungono un "livello critico".
L'allarme arriva mentre persistono le tensioni tra gli Stati Uniti e Israele, in particolare sulle azioni israeliane nei confronti del Libano e le loro implicazioni per le relazioni con l'Iran.
La situazione è peggiorata dopo gli attacchi congiunti americano-israeliani contro l'Iran il 28 febbraio 2026, che hanno segnato una svolta nelle relazioni bilaterali. Questi attacchi hanno suscitato preoccupazioni per la stabilità delle alleanze, soprattutto dopo uno scambio conflittuale tra il presidente americano Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Queste tensioni sono anche aggravate dalle accuse secondo cui Israele avrebbe tentato di spiare figure chiave del governo americano, in particolare il principale negoziatore di Trump, Steve Witkoff, e il alto responsabile politico del Pentagono, Elbridge Colby.
Fonti come il New York Times hanno segnalato che sono stati fatti sforzi israeliani per intercettare le comunicazioni di questi individui, al fine di ottenere informazioni sulle strategie interne dell'amministrazione Trump riguardo ai conflitti in Medio Oriente. Ciò solleva importanti domande sulla natura delle relazioni di fiducia tra i due alleati storici e sul modo in cui gli interessi nazionali possono influenzare la loro cooperazione di sicurezza.
Nel contempo, i rapporti indicano che le autorità statunitensi hanno preso misure per rafforzare la loro sicurezza di fronte a tali minacce. Le analisi interne mostrano che i metodi di spionaggio israeliani includono non solo operazioni umane, ma anche tecniche avanzate di raccolta di informazioni, che potrebbero compromettere la riservatezza delle discussioni strategiche. La DIA ha espresso preoccupazioni specifiche sulla possibilità che Israele possa accedere a dati critici concernenti le decisioni politiche o militari statunitensi, che potrebbero nuocere alla sicurezza nazionale.
Le reazioni delle parti interessate variano. Mentre il Pentagono mette in guardia contro i rischi di spionaggio, alcuni osservatori sottolineano che le relazioni tra gli Stati Uniti e Israele rimangono essenziali, nonostante queste divergenze. In effetti, i due paesi condividono interessi comuni nella regione del Medio Oriente, in particolare nei confronti dell'Iran. Tuttavia, le tensioni attuali potrebbero influenzare il coordinamento futuro, soprattutto se i sospetti di spionaggio si confermano.
Nel frattempo, le relazioni tra i due alleati rimangono sotto pressione, caratterizzate da crescenti preoccupazioni sulla lealtà e la trasparenza della loro cooperazione.
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