Il presidente della Nigeria, Bola Ahmed Tinubu, ha incontrato i membri della Conferenza episcopale cattolica della Nigeria (CBCN) il 28 luglio 2026, secondo una dichiarazione rilasciata dal portavoce presidenziale, Bayo Onanuga. L'incontro, che includeva la delegazione della CBCN guidata dall'arcivescovo Matthew Man-Oso Ndagoso, si è concentrato su temi nazionali urgenti come la sicurezza, l'istruzione e la governance. Durante la sessione, il presidente ha delineato i piani per espandere le forze armate, acquisire nuove attrezzature e costruire ulteriori caserme come parte di sforzi più ampi per combattere il terrorismo, la banditeria e i rapimenti.
La dichiarazione presidenziale ha rilevato che i vescovi hanno sollevato preoccupazioni per quanto riguarda le sfide alla sicurezza, l'accesso all'istruzione terziaria, i processi democratici e la riduzione della povertà. Hanno anche chiesto un maggiore sostegno alle scuole missionarie e un accesso equo ai luoghi di culto. In risposta, il presidente Tinubu ha evidenziato il Fondo di prestiti per l'istruzione nigeriana, l'assenza di scioperi prolungati da parte dell'Unione dello staff accademico delle università e la ripresa economica in corso. Ha affermato che l'attuale amministrazione ha stabilizzato il paese e lo ha posizionato per la crescita futura.
Per quanto riguarda le elezioni del 2027, ha difeso la Commissione elettorale nazionale indipendente (INEC), affermando che è rimasta imparziale e libera da intimidazioni.
I vescovi hanno espresso preoccupazione per l'emarginazione dei cristiani in mezzo a cambiamenti nella demografia religiosa e hanno esortato il presidente a garantire la parità di diritti per tutti i cittadini attraverso politiche mirate. Hanno anche criticato la recente moratoria federale sulle nuove istituzioni terziarie, sostenendo che potrebbe ostacolare l'espansione necessaria per accogliere la crescente popolazione giovanile della Nigeria. I vescovi hanno ulteriormente messo in guardia contro il rischio di uno stato dominato da un partito, esortando il presidente Tinubu, come leader del partito al governo, a sostenere i principi democratici e rafforzare l'integrità istituzionale. Hanno chiesto trasparenza e equità nei processi politici, sottolineando la necessità di una governance inclusiva.
Nel frattempo, nello Stato di Kwara, il dispiegamento di un nuovo battaglione dell'esercito nigeriano a Omu-Aran ha segnato un passo significativo nel rafforzamento della sicurezza regionale. I governanti tradizionali, i funzionari del governo locale e i leader della comunità si sono riuniti per accogliere le truppe, esprimendo il loro sostegno e impegnandosi a una piena cooperazione. Oba AbdulRaheem Adeoti, l'Olomu di Omu-Aran, ha assicurato ai soldati un sostegno incrollabile e un ambiente accogliente.
Il governatore AbdulRahman AbdulRazaq, insieme ai comandanti militari, ha partecipato alla cerimonia, sottolineando lo sforzo di collaborazione tra la leadership civile e militare. Ha elogiato il presidente Tinubu per aver approvato il dispiegamento, osservando che riflette l'impegno del governo federale per affrontare le minacce alla sicurezza. Il governatore ha anche menzionato i preparativi in corso per un altro battaglione a Patigi, indicando un'espansione strategica della presenza militare in tutto lo stato.
Ha sottolineato l'importanza di migliorare i pacchetti di welfare per i soldati, affermando che tali misure migliorerebbero il morale delle truppe e l'efficacia nella lotta al crimine. L'arrivo del battaglione è stato accolto come uno sviluppo positivo dai leader della comunità, che hanno riconosciuto il ruolo dei gruppi di vigilanza locali e dei volontari della sicurezza nella salvaguardia delle loro aree. Il principe Niyi Adeyeye, in rappresentanza dell'Omu-Aran Development Association, ha sottolineato che la presenza militare contribuirà a ripristinare la pace e l'ordine. Il generale in pensione Lasisi Abidoye ha fatto eco a sentimenti simili, lodando la leadership sia del presidente che del governatore per dare priorità alla sicurezza e al benessere della comunità.
Il comandante della 22a Brigata corazzata, il generale di brigata Nicholas Rume, ha riconosciuto il caldo ricevimento degli abitanti di Omu-Aran. Ha spiegato che il dispiegamento faceva parte di un'iniziativa a livello nazionale per espandere le capacità operative dell'esercito nigeriano. La presenza del battaglione era prevista per fornire una maggiore protezione per le regioni vulnerabili, in particolare quelle colpite dal banditismo e da altre attività criminali.
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