L'India prevede di emettere una citazione giudiziaria a Hafiz Saeed, fondatore del gruppo militante Lashkar-e-Taiba (LeT) con sede in Pakistan, attraverso canali diplomatici in Pakistan. La mossa arriva dopo che la National Investigation Agency (NIA) ha identificato Saeed come una figura chiave nell'attacco terroristico di Pahalgam avvenuto nell'aprile 2025. La citazione sarà trasmessa al ministero degli Esteri del Pakistan tramite il Ministero degli Esteri dell'India, secondo fonti a conoscenza del caso.
Un tribunale speciale della NIA a Jammu ha già emesso un mandato di non cauzione per la comparsa di Saeed in relazione al caso Pahalgam. Questo segue un foglio d'accusa supplementare depositato nel luglio 2025, che nomina Saeed individualmente e come capo di LeT e TRF.
L'incidente ha spinto la polizia di Pahalgam a registrare un caso, che è stato successivamente trasferito all'NIA per ulteriori indagini. Il foglio d'accusa originale, depositato il 15 dicembre 2025, elencava sette imputati, tra cui un gestore pakistano di nome Sajid Jatt e il bandito LeT / TRF come entità legale. Tre terroristi pakistani, Faisal Jatt alias Suleman Shah, Habeeb Tahir alias Jibran e Hamza Afghani, sono stati uccisi dalle forze di sicurezza durante l'operazione Mahadev a Dachigam nel luglio 2025. Due residenti locali, Parvaiz Ahmad e Bashir Ahmad Jothad, sono stati arrestati per sospetto di aver ospitato gli aggressori.
L'indagine dell'NIA sull'attacco di Pahalgam ha rivelato un modello operativo che coinvolge gestori con sede in Pakistan, militanti infiltrati e reti di supporto locali. L'agenzia sostiene che il TRF è stato utilizzato come proxy per LeT per nascondere il coinvolgimento della sua organizzazione madre con sede in Pakistan. Gli investigatori affermano che l'attacco è stato orchestrato per colpire i turisti in base alla loro identità religiosa, con l'obiettivo di incitare tensioni comunitarie e danneggiare l'industria turistica del Kashmir.
Questa disposizione consente ai tribunali di condurre processi e pronunciare sentenze contro individui che hanno eluso i processi legali e non mostrano alcuna probabilità immediata di arresto. Prima che un tale processo possa iniziare, la corte deve emettere due mandati di arresto consecutivi e pubblicare avvisi che richiedono l'accusa di comparire. Inoltre, la corte deve attendere 90 giorni dall'elaborazione delle accuse prima di procedere. Se Saeed non è rappresentato da un avvocato, lo stato è obbligato a nominare un avvocato per difenderlo.
L'agenzia afferma che l'attacco faceva parte di una strategia più ampia per destabilizzare la regione utilizzando una combinazione di risorse esterne e interne. L'attenzione dell'indagine si è spostata verso l'identificazione di coloro che hanno pianificato, finanziato e sostenuto l'operazione, sottolineando in particolare il ruolo del Pakistan nell'orchestrare la violenza. L'emissione di citazioni a Saeed segna un passo significativo negli sforzi dell'India per ritenere responsabili i responsabili del terrorismo transfrontaliero. Mentre il processo legale si svolge, le implicazioni internazionali rimangono poco chiare.
Il Pakistan ha storicamente negato il coinvolgimento in tali attacchi, anche se ha occasionalmente espresso la volontà di impegnarsi in un dialogo sulle preoccupazioni di sicurezza regionale.
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