Nel bel mezzo di un conflitto globale e di sconvolgimenti politici, un peculiare racconto è emerso dall'Ucraina, mescolando l'assurdo con il profondamente umano. Al suo centro c'è Jewa, una giovane donna ucraina la cui passione non risiede nelle attività tradizionali, ma nella conservazione delle specie di lumache in via di estinzione. Attraverso il suo laboratorio mobile - un furgone convertito - viaggia in tutto il paese, raccogliendo queste creature spesso trascurate. Questa missione unica costituisce la spina dorsale del romanzo di Maria Reva Ein Ein Königreich für eine Schnecke ("Un regno per una lumaca"), che è stato nominato per il prestigioso Booker Prize 2025.
La storia si svolge sullo sfondo dell'invasione russa del 24 febbraio 2022, una data che segna uno dei punti di svolta più significativi della storia recente. In questo racconto fittizio ma stranamente realistico, il viaggio di Jewa si incrocia con due sorelle, Nastja e Sol, che partecipano a quelli che sono conosciuti come "Liebestouren" eventi organizzati da un'agenzia matrimoniale dove le donne ucraine incontrano pretendenti stranieri. Questi incontri servono più di semplici incontri romantici; diventano momenti cruciali nella vita delle persone coinvolte. Nastja, una delle sorelle, porta il proprio carico emotivo.
La memoria della madre che abbandona la famiglia tormenta Nastja, che cerca di riconnettersi con lei attraverso un atto drammatico durante uno degli eventi di matchmaking. Per raggiungere questo obiettivo, chiede l'aiuto di Jewa, utilizzando specificamente il suo laboratorio mobile come palcoscenico per la sua performance pianificata. Man mano che la trama progredisce, i confini tra realtà e finzione si sfumano. Il romanzo si sposta spesso in scene in cui compare l'autrice stessa, riflettendo sulle scommesse personali coinvolte.
Un tale momento coinvolge suo nonno, che si rifiuta di lasciare la sua casa nella città fortemente contestata di Kherson, nonostante i pericoli posti dalla guerra in corso. La sua decisione aggiunge un altro livello di complessità alla narrazione, intrecciando la perdita personale con un trauma sociale più ampio. Il lavoro di Reva è notevole non solo per il suo soggetto non convenzionale ma anche per la sua capacità di intrecciare fili disparati della vita sotto assedio. L'inclusione di lumache - spesso viste come simboli di lentezza e vulnerabilità - contrasta nettamente con l'urgenza e la violenza della guerra. Tuttavia, all'interno di questa giustapposizione si trova un profondo commento sulla resilienza e la ricerca di significato in mezzo al caos.
Il romanzo ha già suscitato discussioni tra lettori e critici. Alcuni ne elogiano l'audacia nell'affrontare un tema così insolito, mentre altri si chiedono se la miscela di umorismo e tragedia possa oscurare la gravità della situazione. Indipendentemente da ciò, il libro è riuscito a catturare l'attenzione al di là dei circoli letterari, attirando confronti con altre opere che esplorano l'intersezione dell'identità personale e dell'esperienza collettiva in tempi di crisi.
Resta da vedere se avrà un'ampia risonanza o rimarrà una curiosità di nicchia, ma una cosa è certa: la storia di Jewa, Nastja e di innumerevoli altri colpiti dalla guerra continua a svilupparsi, ogni capitolo aggiunge nuove dimensioni alla nostra comprensione della sopravvivenza, dell'amore e del potere duraturo della speranza.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 5 €/mese.
Diventa sostenitore