Il progetto, che potrebbe costare fino a 20 miliardi di dollari, segna un altro passo nell'espansione di Dangote in Africa orientale, dopo la sua già dominante presenza nei mercati energetici dell'Africa occidentale. L'isola di Lamu, situata nel nord del Kenya, fa parte di un patrimonio mondiale dell'UNESCO e una delle destinazioni turistiche più famose del paese. L'economia dell'isola dipende in gran parte dalla pesca, con molti residenti che si affidano a piccole imbarcazioni per pescare.
L'area è anche sede di fauna selvatica protetta e gode di livelli di inquinamento relativamente bassi. Questi fattori hanno reso la raffineria pianificata un punto di intensa controversia. Gli attivisti ambientali hanno sollevato preoccupazioni per il potenziale impatto della raffineria sugli ecosistemi locali. Mohamed Athman, un attivista ambientale, ha detto alla emittente pubblica svizzera di lingua italiana RSI che la comunità teme che il progetto possa danneggiare sia l'ambiente che i mezzi di sussistenza dei locali.
L'opposizione evidenzia rischi specifici, tra cui effetti negativi sulla pesca, sulla qualità dell'acqua e sul turismo. Sottolineano anche lo status di protezione unico dell'arcipelago, sostenendo che la regione merita una considerazione speciale a causa del suo significato ecologico. I residenti locali hanno precedentemente opposto resistenza a progetti simili, tra cui una centrale elettrica a carbone proposta, che è stata interrotta dopo battaglie legali. Per il governo keniota, la raffineria rappresenta una mossa strategica verso una maggiore autosufficienza nella produzione di energia.
L'iniziativa è in linea con gli sforzi più ampi di diverse nazioni africane per rafforzare le capacità di raffinazione del petrolio nazionale in mezzo alle incertezze del mercato globale dell'energia e alle tensioni regionali. Dangote, l'uomo più ricco d'Africa, è stato determinante nel plasmare il settore energetico della Nigeria. La sua società, fondata attraverso iniziative iniziali nell'importazione di zucchero, riso e altri beni di consumo, si è da allora espansa in numerose industrie. In Nigeria, le sue raffinerie hanno notevolmente modificato le catene di approvvigionamento di combustibili nell'Africa occidentale. Ora, mira ad estendere la sua influenza verso est con questa nuova impresa.
Il conflitto a Lamu non è nuovo. I residenti, insieme alle organizzazioni ambientaliste e per i diritti umani, si sono opposti con successo a una precedente proposta per una centrale elettrica a carbone. Le controversie legali hanno portato all'abbandono del progetto. Questa storia suggerisce che le comunità locali sono pronte a intraprendere ulteriori azioni se ritengono che i loro interessi siano minacciati. Mohamed Athman ha osservato che le misure legali rimangono un'opzione per la comunità.
Man mano che il progetto progredisce, il risultato dipenderà da quanto bene il governo e gli sviluppatori affronteranno queste preoccupazioni.
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