Netflix ha introdotto un disclaimer controverso per la sua versione in streaming di Gone with the Wind, un film del 1939 ampiamente considerato un punto di riferimento cinematografico. La descrizione ora afferma: 1939 Un'epica della guerra civile americana del 1939 nota per il suo razzismo. Questa aggiunta ha scatenato un intenso dibattito online, con molti utenti che criticano la piattaforma per ciò che vedono come un tentativo di censurare o rimodellare la narrazione intorno al film.
Nel 2020, HBO Max ha rimosso Gone with the Wind dalla sua piattaforma in seguito a proteste diffuse contro l'ingiustizia razziale, in particolare dopo l'uccisione di George Floyd.
HBO Max ha infine ripristinato il film, accompagnato da un'introduzione di Jacqueline Stewart, professoressa e conduttrice di Turner Classic Movies. Stewart ha sostenuto che il film dovrebbe rimanere accessibile in modo che il pubblico possa esaminare criticamente la sua rappresentazione della supremazia bianca e la mitologizzazione del Sud antebellico. Stewart ha sottolineato che Gone with the Wind serve come caso di studio su come i media possono perpetuare ideologie dannose. Ha notato che il film invita gli spettatori a idealizzare un'epoca passata che non è mai esistita, rafforzando potenzialmente le divisioni tra le comunità bianche e nere.
La sua prospettiva mette in evidenza la tensione in corso tra la conservazione di manufatti culturali e il riconoscimento dei loro elementi problematici. Il film, adattato dal romanzo omonimo del 1936 di Margaret Mitchell, è stato a lungo oggetto di controversie. Mentre è celebrato per la sua narrazione e i risultati tecnici, avendo vinto dieci Academy Awards, tra cui il Miglior Film, è anche criticato per la sua rappresentazione della schiavitù e degli stereotipi razziali.
"Vogliamo avvisare i lettori che potrebbero esserci frasi e terminologie offensive o addirittura dannose che erano prevalenti al momento della scrittura di questo romanzo", ha dichiarato l'editore. "L'eredità del film è ulteriormente complicata dal suo posto nella storia di Hollywood. Hattie McDaniel, che ha interpretato Mammy nel film, è diventata la prima persona nera a vincere un Academy Award, una pietra miliare che, sebbene storicamente significativa, è spesso oscurata dalle insensibilità razziali del film. Mentre il dibattito continua, l'inclusione del riferimento Black Lives Matter nella descrizione di Netflix solleva domande sul ruolo dei servizi di streaming nel plasmare il discorso pubblico intorno a opere culturalmente significative.
Non è ancora chiaro se questo approccio incoraggerà una riflessione più profonda o provocherà ulteriori reazioni negative.
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The Daily WireIndipendenteProgressistaFattualità 85Obiettività 655 gg fa Netflix lancia una bizzarra dichiarazione di non responsabilità su "Gone With The Wind" e "Black Lives Matter"Netflix ha aggiunto un disclaimer all'elenco di 'Gone With The Wind', descrivendo il film come 'noto per il suo razzismo' e indirizzando gli spettatori a cercare 'Black Lives Matter'. La descrizione ha scatenato reazioni online, con alcuni che hanno criticato Netflix per la sua posizione progressiva percepita. Il film era stato precedentemente rimosso da HBO Max nel 2020 durante le tensioni razziali accentuate, ma è stato poi ripristinato con un contesto aggiuntivo fornito da Jacqueline Stewart. Stewart ha sostenuto che il film funge da importante lente attraverso la quale esaminare la supremazia bianca storica. La versione del libro del film ha anche ricevuto un disclaimer simile nel 2023, riconoscendo il suo contenuto problematico pur mantenendo il testo originale.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra le azioni di Netflix come parte di un più ampio cambiamento culturale verso l'affrontare il razzismo sistemico, utilizzando termini come "società sveglia" e evidenziando l'inclusione di "Black Lives Matter" nella descrizione.
Perché fattualità (85): The article accurately reports that Netflix added a disclaimer to 'Gone with the Wind' suggesting it contains racism and linking to Black Lives Matter. It provides context about previous removals of the film from streaming platforms and quotes Jacqueline Stewart's arguments. However, it presents Ste
Perché obiettività (65): The tone leans toward criticizing Netflix's decision as 'woke' and implies a negative judgment of the platform's actions. The article frames the controversy as a battle between censorship and free access, with a clear bias toward supporting the restoration of the film rather than the original conten
The InterceptIndipendenteProgressistaieri E' spaventoso come l'inferno essere neri in America in questo momento.L'articolo discute il senso accresciuto di pericolo affrontato dagli individui neri negli Stati Uniti, evidenziando diversi recenti incidenti che coinvolgono vittime nere e problemi sistemici. Inizia con il caso di Nolan Wells, un diciottenne che è morto misteriosamente durante un viaggio in Mississippi, con le autorità che indagano ancora e la famiglia che cerca un'autopsia indipendente. Il pezzo fa poi riferimento all'uccisione di Kohen Wiley, un bambino di un anno ucciso dalla polizia in Mississippi, nonostante le affermazioni che gli agenti non erano nel percorso del veicolo. Inoltre, menziona l'assoluzione di un proprietario di un negozio in Carolina del Sud che ha sparato e ucciso un adolescente nero per una bottiglia d'acqua rubata, nonostante le prove video che mostrano l'incidente. Questi casi illustrano modelli più ampi di ingiustizia razziale e la mancanza di responsabilità per i responsabili.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra le esperienze dei neri americani attraverso una lente di razzismo sistemico e di fallimento istituzionale, sottolineando l'impatto sproporzionato sulle comunità nere.
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