Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha accettato di nominare un nuovo ministro dell'Interno, ponendo fine a un anno di vacante nel ruolo critico, sotto la pressione legale dell'Alta Corte di Giustizia. L'accordo è venuto come parte di uno sforzo più ampio per risolvere le sfide legali che circondano la distribuzione dei poteri governativi, in particolare per quanto riguarda le responsabilità in genere detenuti dal ministero dell'Interno. Secondo l'ufficio del procuratore generale, la mossa era destinata ad affrontare le crescenti complicazioni derivanti dalla mancanza di un ministro permanente e il trasferimento di alcuni compiti a Netanyahu stesso, che è attualmente coinvolto in più processi di corruzione.
L'impasse legale è iniziata nel luglio 2025, quando il ministro degli Interni Moshe Arbel si è dimesso in seguito a una disputa con il suo partner di coalizione, il partito Shas, sulla questione del servizio militare obbligatorio per gli israeliani ultra-ortodossi. La sua partenza ha lasciato la posizione vacante, spingendo il Movimento per un governo di qualità in Israele a presentare una petizione all'Alta Corte. Il gruppo ha sostenuto che la prolungata assenza di un ministro degli Interni permanente violava i principi costituzionali e minava il funzionamento del ramo esecutivo.
In risposta all'indagine della corte, il procuratore generale Gali Baharav-Miara ha dichiarato che Netanyahu si era impegnato a nominare un nuovo ministro dell'Interno durante il periodo elettorale corrente, anche se non era stata fissata una scadenza specifica. Ha osservato che l'assenza di un ministro permanente aveva portato a crescenti sfide legali e amministrative, che colpivano settori come la registrazione degli elettori, la politica di immigrazione e la governance locale.
Questa transizione ha evidenziato l'urgenza di trovare un sostituto permanente, soprattutto data l'alta posta in gioco associata alle ampie responsabilità del ministero degli Interni. Tomer Naor, vicedirettore del Movimento per un governo di qualità, ha criticato la dipendenza da misure temporanee, affermando che tali accordi non potevano sostenere un governo efficace per un periodo prolungato. Ha sottolineato che le semplici intenzioni di nominare un ministro erano insufficienti e che sarebbe stata necessaria una sorveglianza continua per garantire il rispetto degli standard legali.
I media israeliani, tra cui il Canale 13, hanno indicato che Katz è stato seriamente preso in considerazione, anche se una decisione finale è in sospeso. Il processo di selezione dovrebbe avvenire dopo le elezioni primarie del Likud, originariamente previste per l'inizio dell'anno, ma ritardate a causa di dispute interne al partito.
Con la possibilità di un ulteriore controllo legale, la nomina di un ministro dell'Interno permanente rappresenta un passo cruciale verso la stabilizzazione dell'amministrazione e l'affrontare le preoccupazioni di lunga data sulla concentrazione del potere nelle mani del primo ministro.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 4 €/mese.
Diventa sostenitore