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"Non in mio nome": i manifestanti davanti al Bled Forum condannano la politica di Janša verso Israele
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"Non in mio nome": i manifestanti davanti al Bled Forum condannano la politica di Janša verso Israele

Organizzazioni civiche in Slovenia hanno organizzato una protesta contro le politiche israeliane del nuovo governo guidato dal premier Janez Janše. I protestanti hanno presentato al premier israeliano Benjamin Netanyahu un nuovo forum, che è stato simboleggiato dalla lutto, che ha devastato lo stato palestinese. I protestanti hanno opposto il loro sostegno incondizionato a Israele, che ha bloccato il governo israeliano per aver dichiarato la sua opposizione a un gradino di naseljin E1 a Gaza per aver collaborato con la società Black Cube. Sanja Fidler Protest izne ljudske skupščine je ocenila, daja postaja politična kolonija Izraela, in zahtevala odstop vlade in premira. Nada iznar za palestinjska prava za kritivovala jevovo vodstvo Janšovo za sodelovanje z državo, ki izvaja utr genocid.

On Monday, August 31, 2026, the 21st edition of the Blejski Strateški Forum (Bled Strategic Forum) commenced on Lake Bled, Slovenia. The two-day event brought together heads of state and government, ministers, diplomats, and experts. Prime Minister Janez Janša hosted the gathering, which included leaders such as Czech Prime Minister Andrej Babiš, Hungarian Prime Minister Péter Magyar, Croatian Prime Minister Andrej Plenković, and Slovak President Peter Pellegrini. The forum’s opening speech was delivered by Foreign Minister Tone Kajzer, with Prime Minister Janša set to address attendees during the event. The day began with a small protest organized by Slovenian non-governmental organizations opposing the country's pro-Israel policy under the new government led by Janša. Demonstrators, including representatives from groups such as the Protestna ljudska skupščina and Gibanje za pravice Palestincev, gathered near the venue’s perimeter. They presented a large puppet of Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu, symbolizing their criticism of the government’s alignment with Israel. A smaller puppet of Janša was held by the Netanyahu figure, highlighting perceived political subordination to Israeli interests. Sanja Fidler of the Protestna ljudska skupščina stated that the forum’s “honored guest” should have been Netanyahu, rather than Janša. She criticized the government for failing to uphold Slovenia’s international obligations, particularly regarding sanctions against individuals responsible for war crimes and the ongoing genocide in Gaza. Fidler accused the government of prioritizing personal interests over national ones, calling the situation a form of “grand deception.” She argued that Slovenia has become a political pawn for Netanyahu, urging immediate resignation from both the prime minister and his administration, along with early elections. Nada Pretnar of Gibanje za pravice Palestincev condemned the government’s continued cooperation with a state committing genocide. She alleged that Janša had failed to condemn plans for expanding Israeli settlements in occupied territories and had invited architects of violence to Slovenia. Pretnar emphasized the need for Slovenia to maintain sanctions against all involved parties and called for an end to genocide, apartheid, and imperialism. She reiterated demands for Palestinian freedom and justice for all affected. Amnesty International Slovenia (AIS) also participated in the demonstration. Kristina Božič from AIS reminded the public of Slovenia’s international legal responsibilities, particularly its obligation to enforce a weapons embargo on Israel and to continue sanctioning individuals suspected of war crimes. She stressed that failure to uphold these duties would violate Slovenia’s commitments under international law and contradict the nation’s own interests. The protest also highlighted the influence of the intelligence firm Black Cube, whose representatives were previously associated with the Slovenian Social Democratic Party (SDS) ahead of the 2022 elections. A large black cube model was displayed near the lake, symbolizing the firm’s purported role in shaping Slovenian political discourse. Participants questioned how such entities could exert influence over domestic politics and whether this represented a broader trend of external manipulation. As the forum progressed, discussions focused on shaping Europe from its core, with Janša and other leaders engaging in strategic dialogue. The event underscored the complex interplay between regional diplomacy and internal political tensions, with the protests serving as a stark reminder of growing societal concerns over foreign policy direction. The forum will conclude on Tuesday, with further sessions planned to explore European integration and geopolitical challenges.

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Janša, Plenković, Magyar e Babiš sullo stesso tavolo #video

Lunedì 31 agosto 2026 è iniziato il 21° Forum Strategico di Blejski sul Lago di Bled, dove il governo sloveno guidato dal Primo Ministro Janez Janša ha ospitato capi di stato, ministri, diplomatici ed esperti per due giorni. Il primo evento è stata una tavola rotonda dal titolo 'Shaping Europe from Its Center', con il Primo Ministro ceco Andrej Babiš, il Primo Ministro croato Andrej Plenković, il Primo Ministro ungherese Péter Magyar e il Primo Ministro sloveno Janez Janša. Poco dopo l'inizio del forum, diverse organizzazioni non governative hanno tenuto una protesta criticando le recenti mosse del governo sloveno verso legami più stretti con Israele. I manifestanti hanno mostrato un burattino del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e condannato queste politiche.

Lettura del bias (Centro): L'articolo riporta un forum politico che ha visto la partecipazione di numerosi leader europei e menziona una protesta contro la posizione della Slovenia in materia di politica estera nei confronti di Israele.

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"Non in mio nome": i manifestanti davanti al Bled Forum condannano la politica di Janša verso Israele

Organizzazioni civiche in Slovenia hanno organizzato una protesta contro le politiche israeliane del nuovo governo guidato dal premier Janez Janše. I protestanti hanno presentato al premier israeliano Benjamin Netanyahu un nuovo forum, che è stato simboleggiato dalla lutto, che ha devastato lo stato palestinese. I protestanti hanno opposto il loro sostegno incondizionato a Israele, che ha bloccato il governo israeliano per aver dichiarato la sua opposizione a un gradino di naseljin E1 a Gaza per aver collaborato con la società Black Cube. Sanja Fidler Protest izne ljudske skupščine je ocenila, daja postaja politična kolonija Izraela, in zahtevala odstop vlade in premira. Nada iznar za palestinjska prava za kritivovala jevovo vodstvo Janšovo za sodelovanje z državo, ki izvaja utr genocid.

Lettura del bias (Progressista): Kritika vlade in poudarek na nesprejemljivosti podpore Izraelu, ter uporaba izrazov kot politična kolonija in veleizdaja nakazujeta levičarsko okviriranje.

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Il governo di Janša a Bled sta nuovamente puntando sull'Europa centrale.

La 21a edizione del Forum Strategico di Bled (BSF) inizierà a Bled, riunendo capi di stato, governi, ministri, diplomatici ed esperti per un evento di due giorni. Il governo sloveno, guidato dal primo ministro Janez Janša, ospiterà il raduno, mostrando la Slovenia come sede di questo importante incontro internazionale. Il ministro degli Esteri Tone Kajzer aprirà il forum, mentre il primo ministro Janša pronuncierà il discorso centrale. Il primo giorno sarà caratterizzato da una discussione ad alto livello tra i capi di governo, tra cui il primo ministro ceco Andrej Babiš, il primo ministro ungherese Péter Magyar e il primo ministro croato Andrej Plenković. Il presidente slovacco Peter Pellegrini, un leader dell'Europa centrale, parteciperà anche e terrà colloqui con il presidente della Repubblica Nataša Pirc Musar.

Lettura del bias (Centro): L'articolo fornisce una panoramica neutrale del Forum Strategico di Bled, evidenziando la partecipazione di vari leader politici senza prendere posizione o usare un linguaggio parziale.

Come l’ha coperta ogni schieramento

Lo stesso evento, raggruppato per l’orientamento politico delle testate che ne parlano.

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