Il gasdotto Jadran Oil Pipeline (Janaf) ha firmato un contratto con il gruppo MOL per il trasporto di 2,05 milioni di tonnellate di greggio nel 2026. Durante i negoziati, MOL ha espresso insoddisfazione per il costo dei servizi di Janaf, considerandoli troppo alti, e ha messo in dubbio le capacità tecniche di Janaf, definendolo un partner inaffidabile per le esigenze della raffineria di MOL. Janaf ha respinto queste affermazioni, affermando che i prezzi sono trasparenti e uniformi per tutti gli utenti del gasdotto, a seconda della lunghezza della sezione e delle quantità di petrolio concordate. I contratti di maggiore capacità abbasserebbero i costi di trasporto, secondo Janaf. I negoziati tra Janaf e MOL avevano una dimensione politica, a seguito della decisione dell'Ucraina di limitare il transito del petrolio attraverso il gasdotto russo Družba, rendendo la Croazia una rotta alternativa. All'epoca, l'allora primo ministro ungherese Viktor Orbán ha accusato il governo croato di sfruttare in tempo di guerra la situazione in cui la fornitura terrestre della Russia era significativamente ostacolata dai principi di economia ungherese e ha respinto le accuse da parte del governo croato le accuse del ministero delle sanzioni commerciali.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta entrambe le parti della controversia: le critiche di MOL ai prezzi e all'affidabilità di Janaf e la confutazione di Janaf in merito alla trasparenza e alla struttura dei prezzi.






