L'ufficio del procuratore austriaco ha avviato un procedimento penale contro Sebastian Schwaighofer, 26 anni, membro del parlamento per il Partito della libertà (FPÖ) in Austria. L'indagine è incentrata sulle accuse secondo cui Schwaighofer non ha rimosso dalla sua pagina di social media commenti razzisti diretti a Stefan Lenglinger, un presentatore televisivo dell'ORF. Secondo dichiarazioni ufficiali confermate da un portavoce dell'ufficio del procuratore di Salisburgo, è stata presentata una richiesta di estradizione di Schwaighofer, che è stata verificata dall'Agenzia di stampa austriaca (APA). Schwaighofer affronta accuse relative all'incitamento all'odio attraverso discorsi di odio.
I procuratori sostengono che è stato informato dei post offensivi tramite un messaggio di SOS Mitmensch, un'organizzazione dedicata alla lotta contro il razzismo e la discriminazione. Nonostante questa notifica, Schwaighofer non ha cancellato i controversi commenti dal suo profilo Facebook fino al 6 luglio 2026, quando sono stati sequestrati dalle autorità. Il ritardo nella rimozione del contenuto costituisce il nucleo del caso legale perseguito dall'accusa.
Questi commenti sono apparsi sulla pagina Facebook di Schwaighofer e sono stati contrassegnati come potenziali violazioni delle leggi contro l'odio razziale e l'istigazione. Anche se Schwaighofer è stato informato di queste preoccupazioni, non ha agito immediatamente. Non è stato fino al 6 luglio 2026, che i post sono stati rimossi dopo il loro sequestro da parte dei pubblici ministeri. Questa cronologia suggerisce che Schwaighofer aveva conoscenza del contenuto problematico e ha scelto di non affrontarlo tempestivamente.
Tuttavia, questa protezione non lo protegge automaticamente da azioni legali in tutte le circostanze. La questione se Schwaighofer possa essere estradato dipende dalla decisione del Comitato per l'immunità, che tradizionalmente si riunisce prima della prossima sessione del Consiglio nazionale. Quella sessione è prevista per il 23 settembre 2026.
Mentre la natura specifica dei commenti e il loro contenuto esatto non sono stati pienamente divulgati nei rapporti pubblici, il fatto che essi abbiano preso di mira una figura mediatica di spicco aggiunge peso alla gravità delle accuse. Il coinvolgimento di SOS Mitmensch, noto per il suo lavoro nell'affrontare il discorso di odio online, sottolinea la più ampia preoccupazione sociale per la diffusione della retorica discriminatoria sulle piattaforme digitali. Il caso evidenzia il dibattito in corso sulle responsabilità delle figure pubbliche nel moderare la loro presenza online e la misura in cui gli individui dovrebbero essere ritenuti responsabili per i contenuti che ospitano o condividono.
Con il progredire dell'inchiesta, potrebbero emergere ulteriori dettagli sulla natura dei posti, la cronologia degli eventi e le potenziali implicazioni per la carriera politica di Schwaighofer.
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