Il disastro, causato dal crollo di un ghiacciaio, ha scatenato enormi quantità di roccia, ghiaccio e detriti che hanno scesa dai fiumi montuosi, distruggendo villaggi, danneggiando le infrastrutture e interrompendo le comunicazioni nelle aree colpite.
L'incidente si è verificato nella regione himalayana, dove una sezione di un ghiacciaio si è staccata, inviando un torrente di acqua e fango attraverso valli e insediamenti. interi villaggi sono stati spazzati via, con filmati che mostrano case inghiottite dalla melma in pochi secondi. I ponti sono crollati, i progetti idroelettrici hanno subito danni e le strade sono diventate impraticabili a causa dell'accumulo di detriti. Le reti di comunicazione sono parzialmente fallite, complicando gli sforzi di salvataggio e coordinamento. Secondo gli ultimi rapporti, l'autorità di gestione delle catastrofi del Nepal ha confermato 626 morti, con 2.426 persone ancora disperse. Questo include residenti locali e stranieri.
Dal lato cinese, il bilancio ufficiale è di sette morti e 554 persone scomparse in Tibet. Le autorità in Nepal hanno espresso preoccupazione che il numero di vittime potrebbe aumentare ulteriormente con la ripresa delle operazioni di ricerca e il recupero di più corpi da luoghi remoti. La risposta internazionale alla crisi è stata rapida. Gli Stati Uniti hanno promesso 500.000 dollari in aiuti e l'invio di un consulente per i soccorsi in caso di disastri. Le Nazioni Unite e le sue organizzazioni partner hanno inviato personale e forniture per sostenere le comunità colpite.
La presidente dell'Unione europea Ursula von der Leyen si è impegnata a mobilitare il sostegno europeo, mentre i servizi di immagini satellitari come Copernicus sono stati attivati per mappare le regioni colpite.
Nel frattempo, la Croce Rossa Internazionale ha avvertito che il disastro è tutt'altro che finito, citando preoccupazioni per potenziali inondazioni secondarie e rischi di cascata. Gli sforzi per individuare le persone scomparse si sono intensificati, in particolare nelle aree in cui tunnel e altre strutture sono state sepolte sotto il fango. Nel Distretto di Rasuwa del Nepal, i soldati hanno identificato persone intrappolate nel tunnel del progetto idroelettrico Trishuli 3A. Si ritiene che ci siano più di 100 individui all'interno, con soccorritori che usano cesti e corde per raggiungerli. Tuttavia, il terreno difficile limita la capacità degli elicotteri di operare efficacemente.
La causa del disastro è ancora in fase di indagine, anche se l'analisi preliminare suggerisce che il crollo glaciale inizialmente ha bloccato il fiume Bhotekoshi, creando un lago temporaneo. Ciò ha portato ad ulteriore instabilità, aumentando il rischio di ulteriori frane e inondazioni. Gli esperti che studiano la regione hanno notato che l'energia generata dalla massa in caduta era immensa, contribuendo alla distruzione diffusa. Oltre all'impatto umanitario immediato, il costo economico del disastro dovrebbe essere sostanziale. Il ministro delle finanze del Nepal ha stimato che il paese potrebbe richiedere tra $ 4 miliardi e $ 5 miliardi per ricostruire, una somma che rappresenta quasi un decimo della sua economia.
Questa cifra non include i costi associati alle valutazioni delle perdite e dei danni, che sono ancora in corso. Le autorità tedesche hanno confermato che un piccolo numero di cittadini tedeschi sono tra i dispersi, con una famiglia di quattro persone recentemente salvata dalla zona del disastro.
Con il crescente sostegno internazionale, si spera che gli sforzi congiunti attenuino l'impatto di questa tragedia senza precedenti.
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