I vigili del fuoco continuano a combattere gli incendi nei pressi delle zone di confine tra la Slovenia e l'Italia, con numerosi incidenti segnalati negli ultimi giorni. La situazione rimane critica poiché le fiamme minacciano sia i paesaggi naturali che le regioni popolate. In particolare, un incendio tra Tržič e Devin nel nord Italia ha attirato l'attenzione a causa della sua vicinanza al confine sloveno. Le autorità locali hanno richiesto supporto aereo per combattere gli incendi, compresi gli aerei che lanciano acqua, per aiutare a contenere l'incendio. Secondo Igor Gabrovec, sindaco del comune di Devin Nabrežina, i vigili del fuoco stanno lavorando instancabilmente per controllare l'incendio, che si è diffuso attraverso aree boschive vicine alle zone abitate.
Le condizioni del vento rimangono preoccupanti, in quanto potrebbero potenzialmente riaccendere parti dell'incendio. L'incendio è scoppiato sabato e da allora è stato sotto controllo durante la notte, anche se gli sforzi continuano durante il giorno.
Un altro incendio è scoppiato lunedì mattina presto sulle pendici del Monte Male Krnica nel comune di Bovec. Fu avvistato fumo sopra la fortezza di Kluže, spingendo i vigili del fuoco locali e i volontari a rispondere rapidamente. Un sondaggio con droni ha confermato la presenza dell'incendio, mentre un elicottero militare delle forze armate slovene ha aiutato a spegnere l'incendio.
Questo incidente segue precedenti sfide affrontate dai vigili del fuoco nella regione, tra cui un grande incendio nel ripido terreno di Planje, che ha bruciato circa 12 ettari di foresta. 5 ettari di prato e foresta. Si ritiene che l'incendio sia stato scatenato da un fulmine durante una tempesta all'inizio della settimana. Circa 77 vigili del fuoco della Slovenia, supportati da colleghi italiani, hanno lavorato per sopprimere le fiamme. Oggi, le misure preventive includono l'irrigazione del perimetro dell'area bruciata per ridurre il rischio di ripresa.
L'incendio, iniziato la scorsa settimana, è cresciuto in modo significativo, minacciando edifici residenziali e spingendo le autorità locali a dichiarare lo stato di calamità naturale.
Un nuovo incendio è scoppiato nel villaggio di Živašnica, intensificando ulteriormente le preoccupazioni. Le autorità hanno chiesto assistenza internazionale, chiedendo supporto aereo da aerei trattori e elicotteri operati dalle forze armate in Bosnia ed Erzegovina. La situazione rimane instabile, con alte temperature, forti venti e un terreno difficile che complica gli sforzi antincendio. Nelle Alpi Giulie, i vigili del fuoco stanno ancora affrontando un incendio sotterraneo sotto le pendici di Sred Vrnjih, vicino a Gozd Martuljek.
Gli elicotteri sono stati utilizzati per consegnare l'acqua dal lago Jasna, mentre i precedenti sforzi hanno coinvolto aerotanker che attingono l'acqua dal lago Bled e dalla base aerea di Brnik. Nonostante questi sforzi, persistono piccoli punti caldi, che richiedono una costante vigilanza. Jožef Lavtižar, comandante del dipartimento antincendio di Kranjska Gora, ha dichiarato che l'operazione è in corso, con la possibilità di concludere presto l'intervento. Tuttavia, le piogge limitate non hanno aiutato significativamente lo sforzo e la situazione rimane impegnativa. Poiché questi incendi continuano a rappresentare minacce sia per gli ambienti naturali che per le comunità, i servizi di emergenza nelle regioni colpite rimangono in allerta.
Il coordinamento tra squadre antincendio nazionali e internazionali evidenzia la gravità della crisi attuale, e ogni incidente sottolinea la necessità di sforzi costanti per proteggere gli ecosistemi vulnerabili e gli insediamenti umani.
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