L'esercito del Myanmar ha colpito venerdì un monastero buddista nella regione centrale di Sagaing, uccidendo almeno 14 persone e ferendone altre 20, secondo un gruppo di opposizione e residenti locali. L'attacco ha preso di mira un gruppo di monaci e laici che partecipavano a un ritiro di meditazione di una settimana presso il monastero nel villaggio di Swel Le Oh, nella città di Myaung, a circa 75 chilometri a ovest di Mandalay.
L'attacco si è svolto poco dopo l'alba, quando un aereo da combattimento ha sganciato due bombe in un intervallo di 15 minuti, colpendo il complesso del monastero e le strutture adiacenti.
L'incidente sottolinea la continua dipendenza dei militari dai bombardamenti aerei come strategia contro le minacce percepite. Questa tattica è diventata sempre più comune negli ultimi mesi, in particolare nelle aree in cui si concentra la resistenza armata. I militari hanno precedentemente giustificato queste azioni sostenendo che prendono di mira solo i combattenti legittimi, anche se i critici sostengono che tali attacchi spesso provocano vittime civili. L'uso di aerei a basso costo, come parapendio motorizzati e giroscopi, ha anche suscitato preoccupazione internazionale, poiché queste piattaforme consentono attacchi più frequenti e imprevedibili.
L'attacco al monastero segue un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato due settimane prima, che ha evidenziato un forte aumento degli attacchi aerei da parte dei militari contro sia i gruppi armati anti-governativi che la popolazione civile. Il rapporto, pubblicato dall'Independent Investigative Mechanism for Myanmar (IIMM), ha documentato un modello di escalation della violenza che ha portato alle elezioni di dicembre e gennaio, con attacchi persistenti anche dopo la chiusura dei seggi elettorali. L'esercito non ha ancora risposto ufficialmente a questa valutazione, nonostante ripetuti appelli per la trasparenza. Le autorità locali, compresi i rappresentanti dell'Organizzazione per la difesa e la sicurezza civile della città di Myaung, hanno confermato i dettagli dello sciopero.
Nway Oo, portavoce dell'organizzazione, ha dichiarato che il bombardamento ha provocato molteplici morti e feriti, sottolineando la vulnerabilità dei luoghi non combattenti nell'attuale conflitto. Nel frattempo, i media indipendenti, tra cui il servizio in lingua birmana della BBC e Myanmar Now, hanno pubblicato fotografie e filmati che ritraggono le conseguenze dell'attacco, mostrando resti carbonizzati di edifici e corpi tra le macerie.
Questa mancanza di riconoscimento ufficiale ha alimentato ulteriore scetticismo sulla legittimità delle affermazioni militari riguardanti gli attacchi mirati. La situazione riflette le tensioni più ampie in Myanmar, dove la giunta al potere continua ad affrontare crescenti pressioni sia dai movimenti di resistenza interna che dalla condanna internazionale.
Non essendo in vista una soluzione immediata, l'attenzione rimane concentrata sulle conseguenze delle azioni militari e sulla resilienza di coloro che sono stati coinvolti nel fuoco incrociato.
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