I medici dell'ospedale distrettuale di North Devon (NDDH) a Barnstaple, in Inghilterra, hanno ricevuto una formazione urgente per gestire le emergenze di nascita dopo che l'unità di maternità dell'ospedale è stata improvvisamente sospesa a tempo indeterminato. La decisione arriva in un contesto di crescenti preoccupazioni per la sicurezza delle future madri e dei neonati, con molte donne locali che ora devono affrontare lunghi viaggi per raggiungere la più vicina struttura di assistenza alla maternità a Exeter, a oltre 50 miglia di distanza. Il servizio di maternità presso l'NDDH è stato interrotto a partire da martedì a causa di gravi carenze di personale. Ciò ha lasciato alle donne incinte della regione poca scelta se non quella di tentare un viaggio di almeno un'ora e mezza quando iniziano il travaglio.
Alcuni hanno espresso il timore che potrebbero essere costretti a partorire i loro bambini senza assistenza professionale, sia a casa che in banchi stradali, in particolare durante i mesi estivi occupati quando le strade sono spesso congestionate dal traffico turistico. Altri hanno indicato che potrebbero prendere in considerazione il trasferimento in aree con un migliore accesso alle cure di maternità, come Bristol, per garantire condizioni di parto più sicure.
Un medico dell'ospedale, che ha richiesto l'anonimato, ha spiegato che il team è stato addestrato a gestire situazioni come la distocia della spalla e l'emorragia postpartum, condizioni che richiedono un intervento immediato. Il medico ha sottolineato l'intensità della situazione, osservando che mentre il pronto soccorso è abituato a gestire casi critici, le sfide specifiche delle emergenze ostetriche e dei collassi neonatali pongono nuovi rischi. La Royal Devon University Healthcare NHS Foundation Trust, che gestisce la NDDH, ha dichiarato che la sospensione è temporanea, ma non ha ancora fornito una chiara tempistica per la ripresa dei servizi di maternità.
Il medico ha notato che il reparto di emergenza è già sotto pressione considerevole, soprattutto durante la stagione estiva, quando sia l'afflusso di turisti che l'invecchiamento della popolazione locale aumentano la domanda di cure mediche. La tensione in corso solleva preoccupazioni tra il personale sulla sostenibilità dell'attuale configurazione e le possibili implicazioni per il futuro dell'ospedale. I membri dello staff hanno anche espresso preoccupazione per il fatto che l'ospedale stia gradualmente perdendo servizi essenziali, con alcuni che temono un più ampio ridimensionamento delle strutture. Un medico ha descritto la situazione come "sembrare il nostro ospedale", sostenendo che tali azioni sono ingiuste sia per la comunità che per la forza lavoro.
Jemima Knight, una donna incinta di 18 settimane che vive a circa due ore dall'ospedale più vicino, ha condiviso la sua esperienza personale con il problema. Ha raccontato che i suoi due precedenti partiti erano relativamente semplici, con il suo primo che richiedeva un rapido trasferimento in ambulanza che durava solo 20 minuti. Ha avvertito che un tempo di trasferimento più lungo avrebbe potuto portare a conseguenze terribili.
Knight sta attualmente pensando di trasferire la sua famiglia a Bristol, dove potrebbe stare con i parenti per il suo parto. Ha criticato l'attuale accordo, paragonandolo all'idea di chiudere un ospedale a Bristol e richiedere alle donne incinte di recarsi a Londra per ricevere cure. Le sue preoccupazioni si estendono alla sua sorella incinta di 34 settimane, Harriet Knight, che ritiene anch'essa a rischio. Knight ha affermato che "un parto sicuro e rispettoso è un diritto umano fondamentale" e che questo diritto è stato effettivamente privato da centinaia, forse migliaia, di donne nel Devon.
La situazione continua a svilupparsi, con la salute e il benessere delle donne incinte e dei loro bambini in bilico.
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