La Corte Suprema di Gauhati ha respinto un ricorso in cui era stata contestata la proprietà di una donna sulla terra che aveva acquistato nel 1975, pronunciando a suo favore nonostante le affermazioni dei familiari secondo cui la vendita era invalida a causa del fatto che il venditore era un fratello maggiore di fratelli minori. La corte ha stabilito che mentre il fratello maggiore, Nagar Ali, non poteva legalmente vendere le azioni dei suoi fratelli e sorelle minori secondo la legge musulmana, la vendita era valida per la sua quota di un quinto. La donna, Taru Sahabala, era in possesso della terra da oltre 30 anni, con la testimonianza di sostegno dei lavoratori che coltivavano la terra per lei. La corte di primo grado e la corte d'appello avevano già pronunciato a suo favore, e la Corte Suprema ha confermato questa decisione, affermando la validità dell'atto di vendita.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un caso legale che coinvolge la legge musulmana e i diritti di proprietà, concentrandosi sull'interpretazione della legge religiosa piuttosto che assumere una chiara posizione ideologica.


