Le donne si lamentano della mancanza di flessibilità lavorativa per gestire la salute
Lo studio "Salute preventiva nelle donne attive", condotto da VOH CoLab in collaborazione con CUF, rivela una situazione preoccupante legata alla difficoltà che molte donne incontrano nel bilanciare le proprie responsabilità professionali e l'auto-cura.
Secondo i dati statistici, il 58% delle donne intervistate combina il lavoro con la cura dei dipendenti, il che porta il 38% di esse a dare la priorità alla salute degli altri a discapito della propria.
Lo studio ha analizzato una situazione di 2564 donne attive, che hanno risposto volontariamente a un questionario online durante il periodo dall'11 dicembre 2025 all'8 gennaio 2026. Il campione era composto da collaboratrici di cinque grandi aziende nazionali: MEO, Pestana, Jerónimo Martins, Hovione e CUF. La metodologia utilizzata era una tecnica CAWI (Computer Assisted Web Interviewing), che garantisce una raccolta di dati sistematica e obiettiva. I risultati mostrano che oltre il 70% delle donne non ha mai effettuato esami come la colonscopia o la ricerca di sangue nascosto nelle feci, mentre l'86% non ha mai effettuato una densitometria ossea, indicando una grave carenza di accesso a diagnosi preventive.
Le raccomandazioni del rapporto includono l'adozione di politiche aziendali che promuovono una maggiore flessibilità reale per le consultazioni mediche, la creazione di campagne interne di sensibilizzazione sui test clinici e l'attuazione di programmi di salute all'interno delle proprie aziende.
La situazione descritta nello studio riflette una sfida crescente nel mondo del lavoro moderno, in cui la conciliazione tra vita personale e vita professionale diventa sempre più complessa. Le donne, spesso incaricate di molteplici funzioni domestiche e professionali, sono in una posizione vulnerabile quando si tratta di prendersi cura di se stesse. La mancanza di sostegno istituzionale e di politiche chiare contribuisce a questo scenario, mettendo a rischio la salute fisica e mentale di queste donne.
Ora, di fronte a queste scoperte, ci si aspetta che le imprese coinvolte e altre organizzazioni del settore prendano misure concrete per cambiare questa realtà. Inoltre, c'è spazio per discussioni pubbliche e politiche pubbliche volte a promuovere l'uguaglianza di genere e la protezione della salute delle donne nell'ambiente di lavoro.
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