A partire dal 20 agosto 2026, i funzionari sanitari della Guinea-Bissau riferiscono che i bambini costituiscono quasi la metà dei 46 casi sospetti di mpox rilevati nel paese. Di questi, 16 sono di età inferiore ai quattro anni, evidenziando la vulnerabilità dei bambini piccoli alla malattia. L'epidemia, che è stata ufficialmente dichiarata il 4 luglio, segna i primi casi registrati di mpox in Guinea-Bissau. Secondo i dati governativi, fino ad ora sono stati confermati sette casi di adulti, senza che siano ancora stati segnalati decessi.
L'epidemia segue la dichiarazione di una ripresa globale della mpox nel 2022, durante la quale diversi paesi hanno visto un aumento delle infezioni, in particolare tra bambini e individui con condizioni di salute preesistenti. In quell'anno, molti dei casi fatali erano tra i bambini, sottolineando i rischi associati alla malattia per le popolazioni più giovani. Ora, con il ritorno a scuola a settembre, le preoccupazioni per l'aumento della trasmissione tra i bambini si sono intensificate. Le scuole forniscono ambienti favorevoli alla diffusione di malattie infettive a causa della vicinanza e degli spazi condivisi, sollevando allarmi tra gli esperti sanitari.
Il Mpox è causato da un virus correlato al vaiolo, anche se presenta generalmente sintomi meno gravi. I segni comuni includono un'eruzione cutanea distintiva, febbre, brividi, noduli linfatici gonfi, dolori muscolari e stanchezza. Mentre la malattia spesso si risolve da sola, può diventare grave, in particolare per neonati e bambini piccoli. La trasmissione avviene principalmente attraverso il contatto diretto pelle a pelle con le lesioni, ma oggetti contaminati, come vestiti o utensili da mangiare, possono anche servire da vettori del virus. Ciò significa che anche il contatto occasionale con un individuo infetto rappresenta un rischio, rendendo complessi gli sforzi di contenimento.
L'UNICEF ha sollevato preoccupazioni circa le carenze significative nell'attuale sistema di sorveglianza in Guinea-Bissau. Queste lacune ostacolano l'effettivo monitoraggio della diffusione del virus, l'identificazione di potenziali contatti e il test tempestivo dei campioni. Senza meccanismi di monitoraggio robusti, il controllo dell'epidemia diventa sempre più difficile. Per affrontare queste sfide, l'UNICEF sta collaborando con le autorità locali e le organizzazioni partner per attuare campagne di sensibilizzazione rivolte sia ai bambini che alle loro famiglie. Queste iniziative mirano a educare le comunità sulle misure preventive e il riconoscimento precoce dei sintomi. Una componente chiave della risposta comporta l'ottenimento di risorse aggiuntive.
L'UNICEF stima che siano necessari più di 150.000 dollari in fondi di emergenza flessibili per sostenere questi sforzi. La vice rappresentante dell'organizzazione, Sandra Martins, ha sottolineato l'importanza di un'attenzione medica immediata se compaiono i sintomi. Ha esortato le famiglie a cercare cure immediatamente se un bambino o un familiare mostra segni come eruzioni cutanee, febbre o linfonodi gonfi.
Si prevede che l'afflusso di studenti che tornano nelle aule creerà nuove opportunità per la diffusione del virus. I messaggi di sanità pubblica vengono adattati per enfatizzare i rischi specifici che i bambini affrontano e le misure necessarie per proteggerli. Sono in corso sforzi per garantire che le scuole siano attrezzate per identificare e rispondere rapidamente a potenziali casi, riducendo al minimo le interruzioni e salvaguardando la salute degli studenti. La situazione in Guinea-Bissau sottolinea le implicazioni più ampie degli scoppi di mpox nelle regioni con infrastrutture sanitarie limitate. Mentre il paese lavora per rafforzare la sua risposta, la comunità internazionale continua a monitorare da vicino gli sviluppi.
Il successo degli sforzi di contenimento dipenderà in gran parte dall'efficacia dei sistemi di sorveglianza, dall'impegno della comunità e dalla disponibilità di risorse adeguate per sostenere gli interventi in corso.
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