Il 31° anniversario dell'operazione militare OluOluja è stato segnato da cerimonie solenni a Knin, dove veterani e funzionari hanno riflettuto sui sacrifici fatti durante la guerra di indipendenza croata. La giornata è iniziata con l'innalzamento della bandiera croata sulla fortezza di Knin, seguita da dimostrazioni aeree di Rafal e da spettacoli del gruppo acrobatico Krila Oluje.
La battaglia durò 85 ore e causò la morte di 245 soldati e poliziotti, molti dei quali furono onorati con posizionamenti simbolici di cadetti che rappresentavano ogni individuo caduto.
Allo stesso modo, Arsen Jakovac, un altro membro dell'Unità di Polizia Speciale, ha ricordato le intense emozioni della fine dell'operazione, notando quanto rapidamente si sia conclusa e il persistente senso di trionfo. Per le famiglie di coloro che hanno perso la vita, la cerimonia ha offerto sia il ricordo che l'onore. Gordana Galijašević, moglie di un difensore croato deceduto, ha parlato delle profonde emozioni associate a vedere la bandiera nazionale innalzata di nuovo a Knin. Ivan Klarić Kukuz, figlia di un soldato caduto, ha raccontato il suo dolore adolescenziale e successivamente lo ha trasformato in orgoglio per il sacrificio di suo padre.
La cerimonia ha anche incluso un momento commovente in cui sono stati riconosciuti i nomi di tutte le 245 vittime, simboleggiando il loro impatto duraturo sulla storia della Croazia. La presenza di alti funzionari ha sottolineato il significato della giornata. Il presidente del Parlamento Gordan Jandroković ha sottolineato che l'operazione Oluja era un legittimo atto di difesa, respingendo qualsiasi tentativo revisionista di minare la sua verità storica. Ha osservato che la Croazia oggi è uno stato forte e indipendente, un risultato diretto del coraggio e del sacrificio dei suoi difensori.
Jandroković ha chiesto una continua vigilanza contro le minacce esterne, in particolare per quanto riguarda gli acquisti di armi serbe e la retorica che ricorda i conflitti passati. Il ministro Tomo Medved, parlando alla cerimonia, ha sottolineato il ruolo della 14a Brigata della Guardia Nazionale Slunj nella liberazione di Slunj, Rakovica e Cetingrad.
Oltre alle commemorazioni ufficiali, i cittadini hanno contribuito con storie personali e fotografie degli eroi dell'Operazione Oluja. Uno di questi racconti ha dettagliato la tragica perdita di un bambino durante il conflitto, sottolineando il costo umano della guerra. Un altro ha evidenziato il ruolo del personale medico, che spesso ha lavorato in condizioni estreme per aiutare i feriti. Questi racconti, insieme alle dichiarazioni ufficiali, hanno dipinto un quadro completo dell'impatto dell'operazione sia sugli individui che sulla nazione.
La cerimonia ha anche affrontato le preoccupazioni contemporanee, comprese le tensioni in corso con la Serbia. Jandroković ha messo in guardia contro i pericoli della militarizzazione e della manipolazione ideologica, esortando il pubblico a rimanere informato e vigile. Ha ribadito che i valori difesi durante la guerra, la libertà, la democrazia e la sovranità nazionale, sono ancora centrali per l'identità della Croazia e devono essere sostenuti.
Le voci dei veterani, dei politici e dei cittadini comuni riecheggiavano un messaggio comune: i sacrifici del passato continuano a modellare il presente e a guidare la strada da percorrere.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 4 €/mese.
Diventa sostenitore