Il Servizio di intelligence di sicurezza della Nuova Zelanda (NZSIS) ha emesso un duro avvertimento che il paese affronta il suo ambiente di minaccia più impegnativo nella storia recente, citando rischi elevati sia da fonti estere che domestiche. Nella sua ultima valutazione, il Direttore generale della sicurezza Andrew Hampton ha descritto la situazione attuale come "la più impegnativa degli ultimi tempi", sottolineando l'intensificazione delle tensioni geopolitiche e il loro impatto sulla sicurezza della Nuova Zelanda. L'agenzia ha attribuito questa escalation a una combinazione di spionaggio sponsorizzato dallo stato, interferenze estere e l'ascesa dell'estremismo interno, che rappresentano tutti gravi rischi per la stabilità e la sovranità della nazione.
Secondo il rapporto, gli stati stranieri, in particolare la Repubblica Popolare Cinese, stanno attivamente prendendo di mira i settori pubblico e privato della Nuova Zelanda per acquisire beni critici come proprietà intellettuale, tecnologie innovative e informazioni non pubbliche. Hampton ha spiegato che questi sforzi sono guidati dal desiderio di vantaggio strategico, spesso con tattiche sofisticate come intrusioni informatiche, reclutamento di addetti ai lavori e manipolazione delle comunità della diaspora. Il rapporto ha specificamente citato la rapida espansione del settore spaziale della Nuova Zelanda come un'area chiave di preoccupazione, osservando che lo spionaggio sponsorizzato dallo stato mira a sfruttare le tecnologie emergenti con potenziali applicazioni militari.
Il NZSIS ha anche evidenziato casi in cui organizzazioni legate alla Cina hanno tentato di installare infrastrutture spaziali terrestri in Nuova Zelanda, utilizzando aziende locali che non erano a conoscenza delle capacità delle apparecchiature per raccogliere informazioni. Il rapporto ha ulteriormente delineato i metodi utilizzati da stati stranieri per esercitare influenza, comprese azioni ingannevoli e coercitive volte a sopprimere il dissenso e controllare le popolazioni della diaspora. Queste strategie includono l'interferenza con lo status finanziario o legale di individui sospettati di opporsi al regime al potere, nonché di far pressione su di loro per il rimpatrio o affrontare accuse inventate.
Sebbene tali azioni possano talvolta verificarsi entro i confini legali, il rapporto ha sottolineato che le misure segrete e coercitive costituiscono un'inferenza straniera inaccettabile in una democrazia. L'NZSIS ha sottolineato che mentre la Cina è la principale preoccupazione, non è l'unico attore impegnato in tali attività, con altre nazioni che partecipano anche a vari livelli. A livello interno, l'NZSIS ha avvertito delle crescenti minacce da ideologie estremiste che promuovono la violenza e la polarizzazione. I giovani e gli individui vulnerabili, in particolare, sono sempre più esposti a narrazioni radicali amplificate dall'intelligenza artificiale e dalle piattaforme online.
L'antisemitismo e l'islamofobia sono emersi come elementi preoccupanti all'interno di questo panorama, insieme ad altre forme di odio che potrebbero portare alla violenza nel mondo reale se non affrontate. Hampton ha esortato a una rapida identificazione e condanna della retorica dannosa per impedirne l'escalation in azione. Inoltre, il rapporto ha riconosciuto che alcuni neozelandesi, intenzionalmente o non intenzionalmente, potrebbero aiutare gli stati stranieri divulgando informazioni sensibili o auto-censurandosi per allinearsi con interessi esterni, minando così i valori democratici e l'integrità economica.
Per combattere queste sfide, l'NZSIS ha introdotto nuove misure di protezione su misura per le imprese e le entità Māori, note come Tiaki Pakihi Māori. Questa iniziativa riflette l'impegno dell'agenzia a promuovere la collaborazione con la leadership indigena e garantire che diverse comunità siano attrezzate per salvaguardare i loro interessi. La relazione ha anche sottolineato l'importanza della trasparenza, con Hampton che insiste sul fatto che l'agenzia mira a fornire informazioni accurate piuttosto che incitare a paura inutile. Ha ribadito che l'obiettivo è quello di responsabilizzare settori, comunità e individui con le conoscenze necessarie per proteggere se stessi e la nazione in generale.
Nonostante gli avvertimenti dell'NZSIS, l'ambasciata cinese ha respinto i risultati, definendo il rapporto "infondato" e accusandolo di aver fabbricato false accuse contro la Cina. L'ambasciata ha dichiarato che il rapporto macchia le legittime interazioni diplomatiche e commerciali come spionaggio e interferenza, e ha affermato che la tempistica del rilascio coincide con una più ampia campagna di ostilità diretta contro la Cina da parte di alcune forze internazionali.
L'ambasciata ha anche avvertito che coloro che perpetuano il sentimento anti-Cina rischiano di danneggiare le relazioni bilaterali e di non affrontare efficacemente le sfide interne della Nuova Zelanda.
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