Il governatore della Banca del Giappone, Kazuo Ueda, ha dichiarato venerdì che la banca centrale potrebbe accelerare il suo ciclo di rialzo dei tassi se le condizioni finanziarie fossero ritenute troppo accomodanti, nonostante abbia mantenuto invariato il suo tasso di interesse di riferimento.
Ueda ha sottolineato che la banca centrale continuerà a monitorare gli sviluppi legati ai progressi dell'intelligenza artificiale e alle tensioni geopolitiche in corso, in particolare la situazione che coinvolge l'Iran. La BOJ ha rivisto la sua previsione di inflazione al ribasso per l'anno fiscale in corso mantenendo invariata la sua politica monetaria. Questo aggiustamento riflette un cauto ottimismo sulla traiettoria dell'inflazione, anche se non segnala un cambiamento immediato nell'approccio della banca centrale. La decisione di mantenere lo status quo è stata ampiamente anticipata da analisti e investitori, che avevano osservato da vicino i segnali di un potenziale pivot nella posizione della BOJ.
Nonostante la proiezione dell'inflazione più bassa, Ueda ha ribadito l'impegno della banca centrale a garantire che la politica monetaria rimanga adeguatamente calibrata per sostenere una crescita economica sostenibile e la stabilità dei prezzi. Le aspettative di aumenti accelerati dei tassi da parte della BOJ hanno guadagnato slancio dopo il rilascio del riassunto della riunione di politica monetaria, che ha suggerito che alcuni membri del consiglio di amministrazione hanno sostenuto un percorso di inasprimento più aggressivo. Di conseguenza, i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi sono aumentati leggermente, riflettendo una maggiore cautela degli investitori per quanto riguarda la possibilità di maggiori costi di finanziamento. Lo yen è rimasto sotto pressione al ribasso, influenzato da fattori globali più ampi e dalla retorica dovish della BOJ.
Gli analisti hanno notato che mentre la banca centrale non si è ancora impegnata in una specifica tempistica per gli aumenti dei tassi, l'evolversi del panorama economico, caratterizzato da persistenti pressioni inflazionistiche e incertezze geopolitiche, potrebbe indurre a una rivalutazione della sua posizione monetaria. Nel frattempo, il governo giapponese ha avanzato una proposta per ridurre l'imposta sul consumo di alimenti e bevande all'1% dall'attuale 8% per un periodo di due anni a partire da aprile 2027. La misura mira ad alleviare gli oneri finanziari delle famiglie in mezzo all'aumento dei costi di vita ed è stata approvata dal gabinetto del primo ministro Sanae Takaichi.
Il taglio delle tasse è stato concepito come un tentativo di sollievo temporaneo, ma ha sollevato preoccupazioni tra gli economisti e gli osservatori politici sulle sue implicazioni a lungo termine. I critici sostengono che il rallentamento della tassa potrebbe portare a un maggiore debito pubblico, a un aumento dei costi di prestito e ad un ulteriore deprezzamento dello yen, potenzialmente esacerbando l'inflazione. Alcuni esperti avvertono che la politica potrebbe diventare uno strumento politico, con i futuri leader riluttanti a reintrodurre l'aliquota fiscale più alta a causa della sua impopolarità.
Inizialmente, il governo aveva considerato di ridurre la tassa a zero, ma le sfide logistiche legate alla modifica dei sistemi di vendita al dettaglio portarono all'adozione del piano dell'1% invece. Per compensare la perdita di entrate, il governo annunciò piani per distribuzioni in contanti per un totale di circa 600 miliardi di yen, equivalenti alle entrate fiscali rinunciate. Il primo ministro Takaichi ha sottolineato che la misura è transitoria e che il governo intende introdurre un sistema di credito d'imposta rimborsabile per i lavoratori a basso e medio reddito entro il 2029.
Il tasso di inflazione è aumentato di 1 punto percentuale tra gennaio e marzo. Questo aggiustamento ha prolungato il periodo durante il quale l'inflazione è rimasta al di sotto dell'obiettivo del 2% della BOJ per sei mesi consecutivi. Le cifre rivedute riflettono i cambiamenti nella metodologia di calcolo utilizzata per valutare le tendenze dei prezzi, evidenziando il delicato equilibrio che la banca centrale deve affrontare nella gestione delle aspettative di inflazione. Mentre la BOJ continua a monitorare l'impatto della crescita dei salari e degli shock esterni sull'economia domestica, gli ultimi dati suggeriscono che le pressioni inflazionistiche sostenute potrebbero essere ancora lontane. La capacità della banca centrale di affrontare queste sfide sarà cruciale nel modellare la politica monetaria del paese in futuro.
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