L'analista politico croato Tomislav Sunić ha sottolineato la mancanza di leggi definite che regolano la migrazione all'interno dell'Unione europea durante un'intervista al programma Studio 4 di HTV. La discussione è avvenuta in mezzo a una grave crisi che si sta svolgendo lungo il confine nordafricano della Spagna, in particolare nell'enclave di Ceuta.
La situazione ha innescato una forte reazione da parte dell'Italia, che ha emesso un ultimatum chiedendo la chiusura del confine con la Spagna per preoccupazioni per la sicurezza dell'Unione europea. Il primo ministro italiano Paolo Gentiloni ha chiesto controlli più severi, mentre il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez affronta crescenti pressioni sulla sua gestione dell'afflusso. Nonostante queste tensioni, Sunić sostiene che non si tratta di un incidente isolato ma piuttosto di un modello ricorrente lungo la costa mediterranea.
Ha sottolineato il contesto più ampio dei flussi migratori, notando che le motivazioni dietro tali movimenti sono complesse e spesso legate alle difficoltà economiche e all'instabilità nei paesi di origine. Secondo lui, tre fattori chiave guidano la migrazione: i gruppi politici di sinistra che sostengono le frontiere aperte e il sostegno ai migranti, gli alti interessi di capitale che cercano manodopera a buon mercato e il clero cattolico che promuove l'aiuto umanitario sotto il pretesto dell'ecumenismo e dell'amore per i vicini.
Sunić ha anche affrontato la distinzione tra "migrazione legale" e "illegale", sostenendo che questi termini sono altamente soggettivi e possono essere manipolati. Ha spiegato che anche i migranti legali possono fabbricare storie per qualificarsi per l'asilo o altre forme di assistenza. Tuttavia, ha sottolineato che il vero problema non risiede nei singoli migranti ma nell'assenza di regolamenti unificati in tutta l'UE.
"L'UE non dispone di leggi chiaramente definite in materia di ingresso o di non ingresso dei migranti stranieri", ha concluso, aggiungendo che ciò riflette la mancanza di coesione e di forza istituzionale dell'Unione. La crisi in corso sottolinea le crescenti sfide che l'UE deve affrontare nella gestione delle sue frontiere esterne. Con un numero crescente di migranti che tentano di attraversare gli Stati membri, la necessità di politiche coordinate diventa più urgente. Mentre alcune nazioni hanno adottato misure per affrontare la questione, come la Spagna che ha concesso la cittadinanza e lo status legale a centinaia di migliaia di migranti privi di documenti, il quadro generale rimane frammentato e incoerente.
Il Consiglio europeo di Lussemburgo, che si è riunito a Bruxelles il 16 e 17 novembre, ha adottato una risoluzione sulla politica di migrazione, in cui si sottolinea la necessità di un'azione comune per la prevenzione e la lotta contro la migrazione.
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