I giovani marocchini come Ashraf Bahlawan stanno sempre più lasciando il loro paese nonostante la sua crescita economica, spinta da opportunità limitate e vincoli sociali. Bahlawan, che ha già tentato di attraversare l'enclave nordafricana di Ceuta, dice che pensa solo all'Europa. La sua storia riflette una tendenza più ampia tra i giovani marocchini che si sentono intrappolati da un sistema che offre loro poche speranze di avanzamento. L'economia marocchina sta crescendo costantemente, con un'espansione del PIL annuale che raggiunge circa il quattro per cento. Questa crescita è concentrata in settori come la costruzione, le infrastrutture, la produzione automobilistica e la tecnologia.
Il paese sta anche espandendo il suo ruolo nel commercio internazionale, esportando fosfati e fertilizzanti e sviluppando la sua industria della difesa. Con la chiusura dello Stretto di Hormuz a causa delle tensioni geopolitiche, la posizione strategica del Marocco è diventata ancora più preziosa. Tuttavia, questo progresso economico non si è tradotto in una creazione di posti di lavoro diffusi o in un miglioramento degli standard di vita per molti cittadini.
Secondo i dati dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), oltre 400.000 giovani dovrebbero entrare nella forza lavoro entro il 2025, ma solo circa 200.000 nuovi posti di lavoro dovrebbero essere creati. Questo divario ha portato a una crescente frustrazione tra i giovani, in particolare nelle aree rurali dove i tassi di disoccupazione rimangono elevati e l'accesso all'istruzione è limitato.
I tassi di analfabetismo in queste regioni rimangono allarmanti, limitando ulteriormente le prospettive di mobilità verso l'alto. Nel frattempo, il potere politico e la ricchezza sono concentrati in un piccolo gruppo di élite, compresi membri della famiglia reale e alti funzionari governativi. Questa disparità ha alimentato un senso di disillusione tra i giovani marocchini, in particolare quelli di origine conservatrice o religiosa. Molti affrontano rigorosi controlli sociali che rendono difficile la libertà personale. I giovani spesso si trovano incapaci di uscire dalle loro case, sposarsi o perseguire una vita indipendente.
Queste restrizioni contribuiscono a problemi di salute mentale, tra cui abuso di sostanze e depressione, mentre rafforzano un profondo desiderio di fuga. La migrazione non è motivata esclusivamente da difficoltà economiche. I fattori sociali e politici svolgono anche un ruolo cruciale. Una parte significativa della diaspora marocchina opera attraverso reti informali che possono fornire supporto e orientamento per potenziali migranti.
C'è anche una relazione paradossale tra i livelli di reddito e la pressione migratoria: con l'aumento dei guadagni medi, più individui possono permettersi di pagare i contrabbandieri, aumentando il numero di tentativi di raggiungere l'Europa.
Mentre la situazione continua ad evolversi, la sfida per il Marocco sta nell'equilibrare lo sviluppo economico con l'inclusione sociale. Senza significativi miglioramenti nell'occupazione, nell'istruzione e nelle libertà civili, l'esodo dei giovani talenti e i rischi associati probabilmente persisteranno. Per ora, Ashraf Bahlawan rimane fiducioso che il suo prossimo tentativo di raggiungere Ceuta avrà successo, anche se riconosce l'incertezza del suo futuro.
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