L'articolo parla del ministro della cultura israeliano, Miki Zohar, che ha minimizzato la gravità dell'attacco del 7 ottobre confrontandolo con altri conflitti storici come la guerra dei sei giorni e la guerra dello Yom Kippur. Durante un'intervista televisiva, Zohar ha respinto le affermazioni secondo cui l'attacco era il peggiore nella storia israeliana, portando a un acceso scambio con l'ospite. Il pezzo sostiene che tale negazione storica fa parte di un modello più ampio, suggerendo che sia gli israeliani che i palestinesi si sono storicamente impegnati nella memoria selettiva e nella negazione degli eventi passati. Fa riferimento a esempi storici, tra cui il fallimento di esaminare criticamente i fallimenti storici ebraici e il ruolo delle interpretazioni religiose nel plasmare la memoria collettiva.
Lettura del bias (Conservatore): L'articolo inquadra la negazione degli eventi storici come una caratteristica della leadership israeliana, in particolare sotto il primo ministro Benjamin Netanyahu.





