I topi allevati per correre tre volte più lontano non mostrano alcun costo per la fertilità o la durata della vita Uno studio rivoluzionario rivela che i topi progettati per correre distanze significativamente più lunghe non sperimentano una riduzione della fertilità o una durata della vita più breve, sfidando le teorie evoluzionistiche consolidate.
Lo studio ha confrontato i risultati sanitari e riproduttivi dei topi normali con un ceppo specializzato noto come topi "high runner", che sono stati allevati selettivamente per correre fino a tre volte la distanza dei topi normali al giorno. Questi topi sono stati osservati usando ruote da corsa, mentre le loro controparti non hanno avuto accesso a tali attrezzature. Nonostante questa differenza, i corridori alti hanno mantenuto livelli di fertilità e durata della vita simili al gruppo di controllo. I risultati, pubblicati in un recente numero di Behavior Genetics, contraddicono la credenza diffusa nella biologia evolutiva che l'aumento dell'atletismo porta a compromessi nella sopravvivenza e nella riproduzione.
La ricerca è stata condotta dal professor Theodore Garland, un eminente esperto in evoluzione, ecologia e biologia degli organismi, insieme alla dottoranda Natalie Whitehead. Inizialmente, il team si aspettava che i topi ad alto tasso di fertilità avrebbero mostrato tassi di fertilità più bassi o una durata di vita più breve a causa della presunta allocazione di energia verso le prestazioni atletiche piuttosto che la manutenzione o la riproduzione. Tuttavia, i dati non hanno mostrato tali differenze. Entrambi i gruppi di topi hanno prodotto un numero medio di cuccioli e nessuno dei due gruppi ha dimostrato una riduzione statisticamente significativa della durata della vita.
Questo esperimento segna uno degli studi di selezione animale più lunghi della storia, iniziato nel 1993 e continuato ininterrottamente per quasi 30 anni. Tali studi estesi sono rari a causa dell'immenso impegno di tempo, finanziario e logistico richiesto. La ricerca è stata sostenuta da sovvenzioni della National Science Foundation, sottolineando il suo significato nella comunità scientifica. Durante l'esperimento, tutti i topi sono stati ospitati in condizioni di laboratorio standardizzate, incluso l'accesso illimitato a cibo e acqua.
I ricercatori hanno monitorato ogni cucciolo dalla nascita fino allo svezzamento, registrando il numero di prole sopravvissute per coppia e notando le età in cui i genitori sono deceduti.
Le ipotesi iniziali suggerivano che la perdita di un partner potesse influenzare la sopravvivenza dell'altro, sia attraverso il disagio emotivo che il sollievo dopo un conflitto. Tuttavia, i dati non sono riusciti a confermare questi modelli, indicando che tali risposte comportamentali possono variare tra gli individui. Garland ha sottolineato che mentre i risultati forniscono preziose intuizioni sulla fisiologia dei roditori, non dovrebbero essere direttamente estrapolati alle popolazioni umane. Gli atleti umani affrontano interazioni complesse influenzate da genetica, ambiente, cultura e scelte di stile di vita, che sono difficili da isolare in contesti sperimentali.
I topi da laboratorio, tuttavia, offrono un modello controllato per studiare i compromessi biologici, liberi da molte variabili di confusione. I ricercatori propongono che la mancanza di compromessi energetici nei topi possa derivare dal loro costante accesso a cibo abbondante, consentendo loro di soddisfare le richieste metaboliche sia dell'attività che della riproduzione contemporaneamente. Studi futuri potrebbero esplorare se condizioni simili in altre specie producano risultati comparabili, potenzialmente rimodellando la nostra comprensione dei vincoli evolutivi.
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