La sera del 15 agosto al Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, noto come MuMe, è avvenuto un sorprendente furto d'arte, in cui sono state rubate quattro opere attribuite al maestro rinascimentale Antonello da Messina. Gli autori sono riusciti a aggirare i sistemi di sicurezza del museo, tra cui telecamere di sorveglianza, allarmi e guardie notturne, per accedere alle sale espositive.
Secondo quanto riferito, i ladri hanno agito con precisione, rimuovendo le opere d'arte direttamente dai loro recinti protettivi, uno dei quali era una custodia rinforzata. Il Polittico di San Gregorio, un capolavoro creato intorno al 1473, ha un immenso significato storico e culturale per la città di Messina. Rappresenta un collegamento chiave tra Antonello da Messina e la sua città natale, incapsulando la complessità artistica della società siciliana durante il primo Rinascimento, un periodo segnato da scambi interculturali tra influenze mediterranee ed europee.
Il critico d'arte Giuseppe Carli ha descritto il furto come qualcosa di più di un semplice crimine; lo definisce una "vera mutilazione", sia fisica che simbolica, perché l'opera è stata concepita come un insieme unificato.
La collezione comprende molti manufatti risalenti a prima del terremoto del 1908, che devastò gran parte della città. Questi oggetti riflettono il ruolo di lunga data di Messina come un importante centro marittimo nel Mediterraneo, facilitando il commercio e gli scambi culturali nel corso dei secoli. Il museo è anche riconosciuto a livello internazionale per le opere di alloggio di Caravaggio e altri artisti di rilievo.
Nonostante ciò, i ladri sono riusciti a aggirare queste misure, sollevando dubbi sull'efficacia dei protocolli di sicurezza. Un deputato regionale del Partito Democratico, Fabio Venezia, aveva già sollevato preoccupazioni sull'adeguatezza delle misure di sicurezza del museo, spingendo ulteriori controlli.
Inoltre, i pezzi rubati non erano facilmente trasportabili, aggiungendo un altro livello di complessità all'operazione. La polizia sta anche esaminando se il sistema di allarme funzionasse correttamente al momento dell'effrazione. Il momento del furto ha aggiunto al peso emotivo dell'incidente. Il crimine è avvenuto durante la tradizionale processione della Vara, un evento religioso e culturale profondamente radicato a Messina. La processione di quest'anno è stata particolarmente commovente, in quanto ha seguito il tragico crollo dell'edificio noto come Pistunina, che ha causato molte vite all'inizio dell'anno.
La città era stata unita nel lutto e nel ricordo, e il furto di queste inestimabili opere ha colpito una corda dolorosa contro questo sfondo di dolore e resilienza collettiva. La direttrice del museo, Marisa Mercurio, ha espresso profondo dolore per la perdita, definendo le opere rubate tra le più significative dell'opera di Antonello da Messina. Ha sottolineato il profondo impatto del furto sul museo, sulla città e sulla più ampia comunità artistica. La polizia ha iniziato indagini forensi, raccogliendo prove per rintracciare i colpevoli e recuperare le opere d'arte mancanti.
Nel frattempo, il sindaco di Messina, Federico Basile, ha condannato l'atto come una grave violazione della fiducia pubblica e un affronto personale al patrimonio della città, notando che il furto è avvenuto proprio quando la città stava ancora elaborando la memoria delle recenti tragedie, sottolineando la gravità emotiva e simbolica del crimine.
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