Manoj Meena, un ex studente dell'IIT di Bombay, è diventato una figura di spicco nel panorama imprenditoriale indiano dopo aver rifiutato un'opportunità promettente con l'ISRO per lanciare la propria impresa, Atomberg Technologies. La società, che ha ora raggiunto un fatturato di oltre Rs 1,000 crore nell'anno fiscale 2025, è iniziata come un modesto progetto radicato nell'innovazione ingegneristica e nel desiderio di affrontare le sfide del mondo reale. Dopo la laurea all'IIT di Bombay, a Meena è stata offerta una posizione con l'ISRO, una prestigiosa opportunità che molti studenti sognano. Tuttavia, ha optato invece per l'imprenditorialità, guidato dalla passione per risolvere problemi tangibili attraverso la tecnologia.
Questa decisione non è stata facile, soprattutto viste le aspettative della sua famiglia nel Rajasthan rurale, dove un lavoro governativo sicuro è spesso visto come la strada più sicura per andare avanti. Nonostante i dubbi iniziali, Meena persegue la sua visione, credendo che l'ingegneria debba servire a scopi pratici al di là dei risultati accademici. La sua carriera iniziale all'IIT Bombay lo ha esposto a una vasta gamma di progetti tecnologici, tra cui robotica ed elettronica. Queste esperienze hanno plasmato la sua prospettiva, portandolo a concludere che l'imprenditoria potrebbe offrire una maggiore flessibilità per affrontare problemi urgenti.
Con questa convinzione, ha intrapreso un viaggio che avrebbe durato quasi un decennio, durante il quale ha esplorato più idee prima di decidere un concetto che avrebbe definito la sua carriera. Nel 2012, Meena ha fondato Atomberg Technologies, inizialmente incubando l'impresa presso SINE, IIT Bombay. I primi giorni sono stati segnati da sperimentazione e perseveranza. Il team fondatore, che comprendeva il collega IIT Bombay Sibabrata Das, si è concentrato sullo sviluppo di soluzioni per sistemi di acquisizione dati, controllo motore e controllo dei processi. Hanno intrapreso vari progetti, alcuni dei quali sono stati abbandonati a causa della mancanza di scalabilità o rilevanza.
Durante questi anni di formazione, hanno gestito tutti gli aspetti delle operazioni, dalla costruzione di prototipi al coinvolgimento diretto con i clienti, lavorando spesso per lunghe ore con risorse limitate.
Questa innovazione ha permesso ai loro fan di utilizzare fino al 65% di energia in meno rispetto ai modelli tradizionali, rendendoli sia ecologici che convenienti per gli utenti. Con questa svolta, Atomberg ha lanciato il suo primo prodotto sotto il marchio Gorilla nel 2015. Inizialmente rivolto agli acquirenti istituzionali, la società ha gradualmente spostato l'attenzione verso il mercato dei consumatori di massa. Questa transizione si è rivelata impegnativa, poiché ha dovuto affrontare la concorrenza di marchi affermati come Bajaj, Crompton, Havells e Usha. Inoltre, l'ingresso nello spazio di vendita al dettaglio online ha rappresentato un altro ostacolo, poiché molti consumatori indiani preferivano ancora acquistare elettrodomestici attraverso negozi fisici.
Nonostante questi ostacoli, la startup ha continuato a crescere. Entro l'anno fiscale 2019, Atomberg aveva raggiunto un fatturato operativo di 37 milioni di dollari e produceva circa 1.000 fan al giorno. L'attività si stava espandendo, ma anche le sue richieste finanziarie. La pressione si è intensificata nel 2019, quando la società ha affrontato un momento critico. Secondo i rapporti, Atomberg aveva solo circa un mese di riserve di denaro rimasto, con ritardi nei pagamenti salariali e crescenti richieste dei venditori che minacciavano la sua stabilità. Questo periodo ha testato la resilienza dei fondatori, che sono rimasti impegnati nella loro visione anche in mezzo all'incertezza.
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