Il 23 giugno 2026, il ministro degli Affari interni e della Pubblica amministrazione Franci Matoz ha visitato l'ex valico di confine di Obrežje insieme al sindaco di Brežice Ivan Molan. La visita faceva parte di uno sforzo più ampio per affrontare le preoccupazioni sulla sicurezza nella regione in seguito alla rimozione delle misure temporanee di controllo di frontiera sui confini interni di Schengen con la Croazia e l'Ungheria. Durante il loro incontro, Matoz e Molan hanno discusso su come sarebbe stata mantenuta la sicurezza dei residenti locali nonostante questi cambiamenti.
I due funzionari hanno anche visitato la stazione di polizia per le misure di reintegrazione a Novo mesto e il centro di registrazione per il trattamento degli stranieri che hanno attraversato illegalmente il confine statale.
Matoz ha sottolineato che l'assenza di presenza della polizia ai precedenti valichi di frontiera non porterebbe a un calo della sicurezza, ma piuttosto a un miglioramento. Ha osservato che non c'erano stati casi di migrazione illegale attraverso questi punti di frontiera in precedenza. Con la rimozione della sorveglianza diretta delle frontiere, misure aggiuntive come programmi di reintegrazione e processi di registrazione assicurerebbero una maggiore sicurezza.
Il sindaco Molan ha espresso soddisfazione per le risposte ricevute durante l'incontro e ha sottolineato che la polizia fornirà ora una maggiore sorveglianza lungo la frontiera verde - riferendosi al confine informale tra i paesi dell'area Schengen - e ciò contribuirà in modo significativo alla sicurezza pubblica.
Oltre a Matoz e Molan, la visita ha incluso il dottor Franc Kangler, segretario di Stato presso il Ministero degli Affari Interni e della Pubblica Amministrazione, e Danijel Lorbek, capo della Direzione generale della Polizia.
Oltre al suo incontro con Molan, Matoz ha tenuto colloqui con il suo omologo croato, Davor Božinović. Hanno discusso l'attuazione del Patto Migrazione e Asilo, concentrandosi su approcci collaborativi per la gestione dei flussi migratori. Božinović ha ringraziato la Slovenia per aver rimosso il controllo temporaneo delle frontiere sul suo lato del confine con la Croazia, osservando che la Slovenia avrebbe monitorato i passaggi non autorizzati utilizzando metodi alternativi.
Le discussioni riflettono un approccio strategico volto a mantenere la sicurezza nazionale e ad adattarsi alle politiche in evoluzione dell'Unione europea in materia di gestione delle frontiere interne. Passando dalla sorveglianza diretta in punti di controllo specifici a meccanismi di reintegrazione e registrazione più completi, le autorità mirano a creare un sistema che preveda efficacemente l'immigrazione clandestina senza compromettere la sicurezza della comunità. Questa transizione evidenzia una tendenza più ampia verso quadri di sicurezza più flessibili ma robusti progettati per rispondere alle sfide contemporanee della governance transfrontaliera.
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