Il rover marziano Perseverance della NASA ha scoperto nuovi potenziali segni di vita sul pianeta rosso, secondo recenti scoperte pubblicate sulla rivista *Science Advances*. La scoperta riguarda complesse molecole organiche rilevate all'interno di rocce sedimentarie nel cratere di Jezero, una regione un tempo modellata dall'acqua che scorreva milioni di anni fa. Queste molecole potrebbero offrire indizi sulla passata attività biologica, anche se la loro origine rimane incerta.
Il team di ricerca guidato da Ashley Murphy del Planetary Science Institute in Arizona ha analizzato i dati raccolti dallo strumento del rover chiamato Sherloc. Questo dispositivo è stato precedentemente utilizzato per esaminare insolite macchie scure trovate su rocce ricche di ematite nell'area di Neretva Vallis. L'ultimo studio rivela la presenza di grandi molecole a base di carbonio spesso associate agli organismi viventi sulla superficie delle pietre. Tali composti includono carboidrati e proteine a catena lunga, che sono comuni nei sistemi biologici, ma possono anche formarsi attraverso processi non biologici come interazioni geologiche che coinvolgono l'acqua o gli impatti di meteoriti.
Nonostante questi risultati intriganti, gli scienziati sottolineano che identificare la natura esatta delle molecole rimane una sfida a causa delle limitazioni delle capacità analitiche del rover.
Perseverance è stata progettata per identificare campioni di roccia promettenti per il recupero futuro, la missione pianificata per riportare i materiali marziani sulla Terra affronta sfide significative. Sebbene sia la NASA che l'Agenzia spaziale europea (ESA) abbiano espresso interesse per questo sforzo, i piani concreti rimangono poco chiari. Il progetto ha incontrato ostacoli politici, tra cui l'opposizione dell'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha cercato di abbandonarlo. Tuttavia, la NASA continua a promuovere l'iniziativa come parte dei suoi obiettivi a lungo termine, mantenendo la speranza di un'eventuale attuazione.
La scoperta si aggiunge ai dibattiti in corso sul fatto che la vita sia mai esistita su Marte. Missioni precedenti hanno identificato composti organici più semplici sul pianeta, ma nessuna ha dimostrato in modo conclusivo le origini biologiche. La presenza di molecole complesse a base di carbonio solleva domande su come potrebbero essersi formate - sia attraverso processi chimici naturali che attraverso l'influenza dell'antica vita microbica. Gli scienziati sottolineano che mentre i risultati sono eccitanti, non forniscono prove definitive della vita passata su Marte.
Lo stesso cratere Jezero è un punto focale per la ricerca astrobiologica a causa della sua storia di flusso di acqua liquida. I depositi sedimentari vi suggeriscono un momento in cui le condizioni erano potenzialmente favorevoli per sostenere la vita. Studiando questi strati, i ricercatori mirano a capire come Marte è passato da un ambiente più umido e caldo al mondo freddo e secco osservato oggi.
Mentre continuano le discussioni sulla possibilità di riportare campioni sulla Terra, gli scienziati esortano a continuare gli investimenti nell'esplorazione robotica e nella collaborazione internazionale.
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