ON
← Torna al feed
Le condizioni simili a quelle di Marte non riescono a uccidere alcuni patogeni terrestri, suggeriscono gli esperimenti
United Kingdom🔬 Scienza12 gg fa

Le condizioni simili a quelle di Marte non riescono a uccidere alcuni patogeni terrestri, suggeriscono gli esperimenti

Il dottorando Tommaso Zaccaria ha condotto esperimenti che simulavano le condizioni spaziali per determinare se i microbi terrestri potessero sopravvivere su corpi celesti come Marte, dove esiste acqua. La sua ricerca ha scoperto che alcuni microrganismi, compresi i lieviti, sono altamente resistenti in condizioni estreme come alta radiazione, disidratazione e congelamento. Alcuni patogeni umani, come Klebsiella pneumoniae, sono sopravvissuti alle condizioni marziane simulate ma sono diventati più piccoli e hanno innescato risposte immunitarie più deboli nei test di laboratorio.

Secondo una recente ricerca condotta dal dottorando Tommaso Zaccaria, le condizioni simili a quelle di Marte, simulate in ambienti controllati, non sono riuscite ad eliminare alcuni patogeni terrestri. I suoi risultati mettono in discussione le ipotesi precedenti sulla capacità di ambienti extraterrestri di neutralizzare i microbi portati dalla Terra.

La ricerca si è concentrata sui microrganismi che si sono rivelati capaci di prosperare in condizioni estreme sulla Terra, comprese quelle trovate vicino ai vulcani e in Antartide. Tra le specie testate, i lieviti hanno dimostrato una notevole resilienza nelle condizioni extraterrestri simulate. Zaccaria ha scoperto che questi microbi si sono adattati migliorando i loro meccanismi di riparazione del DNA e attivando le risposte protettive interne. Questa adattabilità suggerisce che organismi simili potrebbero potenzialmente sopravvivere nelle regioni relativamente abitabili di Marte, dove le prove passate indicano la presenza di sorgenti calde, aminoacidi e composti a base di carbonio.

Ulteriori esperimenti hanno rivelato che i patogeni umani comuni, come Klebsiella pneumoniae, che possono portare a gravi infezioni come la polmonite, hanno subito cambiamenti fisici durante il processo di simulazione. Mentre questi patogeni si sono ridotti di dimensioni, sono rimasti vitali. Quando esposti a cellule immunitarie umane derivate da campioni di sangue, i patogeni alterati hanno provocato risposte immunitarie più deboli. Questa scoperta ha implicazioni significative per la salute degli astronauti, in particolare considerando lo stato già compromesso del sistema immunitario nello spazio a causa di fattori come ritmi circadiani interrotti, scarsa nutrizione e maggiore esposizione alle radiazioni.

Gli astronauti affrontano anche rischi aggiuntivi da materiali extraterrestri come il regolito, la polvere fine trovata sulla superficie della Luna e di Marte. Il team di Zaccaria ha esaminato come questo materiale interagisce con il sistema respiratorio umano. Hanno scoperto che il regolito marziano e lunare simulato ha causato maggiori danni al tessuto polmonare rispetto alla sabbia terrestre. Ciò solleva preoccupazioni sui potenziali problemi respiratori e infezioni tra i futuri esploratori che si avventurano oltre la Terra.

La ricerca si estende oltre l'esplorazione dello spazio, offrendo preziose intuizioni sul funzionamento del sistema immunitario umano. I supervisori Mihai Netea e Marien de Jonge hanno sottolineato che comprendere come il sistema immunitario risponde ai fattori di stress nello spazio può fornire nuove prospettive sulla salute immunologica sulla Terra. Hanno notato che gli astronauti spesso mostrano segni di invecchiamento accelerato e immunità indebolita, fenomeni che sono anche osservati in alcune popolazioni sulla Terra. Studiando questi effetti nello spazio, i ricercatori sperano di sviluppare strategie migliori per migliorare la funzione immunitaria e la salute generale.

La tesi di dottorato di Zaccaria, intitolata "Life beyond Earth: microbial survival and immune health in space", è stata supervisionata dal Prof. Dr. M.G. Netea e dal Prof. Dr. M.I. de Jonge, insieme ai co-supervisori Dr. P. Rettberg e Dr. K. Beblo Vranesevic del Centro Aerospaziale Tedesco. Il lavoro sottolinea l'importanza di considerare sia gli aspetti microbici che immunologici delle missioni spaziali di lunga durata.

Guardando al futuro, ulteriori studi si concentreranno probabilmente sullo sviluppo di tecniche di sterilizzazione più efficaci per veicoli spaziali e habitat, nonché sull'esplorazione di modi per rafforzare il sistema immunitario degli astronauti durante i viaggi spaziali prolungati. Inoltre, i risultati possono contribuire ai progressi medici sulla Terra, in particolare nella comprensione e nel trattamento dei disturbi immunologici legati allo stress cronico e all'esposizione ambientale.

1 servizi

Phys.org logoPhys.orgIndipendenteCentro12 gg fa
Le condizioni simili a quelle di Marte non riescono a uccidere alcuni patogeni terrestri, suggeriscono gli esperimenti

Il dottorando Tommaso Zaccaria ha condotto esperimenti che simulavano le condizioni spaziali per determinare se i microbi terrestri potessero sopravvivere su corpi celesti come Marte, dove esiste acqua. La sua ricerca ha scoperto che alcuni microrganismi, compresi i lieviti, sono altamente resistenti in condizioni estreme come alta radiazione, disidratazione e congelamento. Alcuni patogeni umani, come Klebsiella pneumoniae, sono sopravvissuti alle condizioni marziane simulate ma sono diventati più piccoli e hanno innescato risposte immunitarie più deboli nei test di laboratorio.

Lettura del bias (Centro): L'articolo discute le scoperte scientifiche relative alla sopravvivenza dei microbi nello spazio e le loro implicazioni per la salute degli astronauti.

Manteniamo le notizie oneste.

ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 5 €/mese.

Diventa sostenitore

Storie correlate