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Ines Bojanić: 'Stai sopra una nuvola e per un attimo ti sembra che i tuoi problemi siano molto più piccoli'
Croatia⚽ Sport5 h fa

Ines Bojanić: 'Stai sopra una nuvola e per un attimo ti sembra che i tuoi problemi siano molto più piccoli'

L'attrice Ines Bojanić, 50 anni, ha recentemente scalato il Monte Kilimanjaro, realizzando un sogno di una vita. Come membro dell'ensemble teatrale satirico di Zagabria Kerempuh, ha condiviso la sua esperienza di scalata della montagna in Tanzania, enfatizzando il viaggio spirituale piuttosto che solo raggiungere la vetta. Ha descritto la vista dalla cima come impressionante, offrendo una prospettiva momentanea in cui i problemi personali sembrano più piccoli. La scalata faceva parte di un'avventura più ampia che combinava la sua passione per i viaggi e l'alpinismo, sostenuta da una sovvenzione del Ministero della Cultura e dei Media.

Marjana Ivić, una croata di 48 anni, madre di tre figli, ha raggiunto la vetta del Kang Yatse II, una delle vette più alte dell'Himalaya, a mezzanotte ora locale. La salita, che ha avuto luogo per diversi giorni, l'ha vista salire a un'altitudine di 6.250 metri sul livello del mare. Il suo viaggio è stato caratterizzato da resistenza fisica e resilienza mentale, con ogni passo che richiedeva un immenso sforzo contro l'aria sottile e le dure condizioni della montagna. L'ascensione è iniziata con una partenza da Nuova Delhi, in India, dove Ivić e un gruppo di 19 scalatori, per lo più provenienti dalla Serbia e un altro partecipante croato, si sono riuniti prima di dirigersi a nord verso la regione del Ladakh nel nord dell'India.

Questa zona, nota per il suo terreno accidentato e l'ambiente di alta quota, funge da base comune per le spedizioni mirate a Kang Yatse II. All'arrivo a Leh, situato a 3.500 metri sul livello del mare, il gruppo ha trascorso due giorni ad acclimatarsi ai livelli ridotti di ossigeno e ad adattarsi al clima estremamente freddo e secco. Durante questo periodo, Ivić ha descritto il netto contrasto tra il caos vivace di Nuova Delhi e la serena atmosfera quasi meditativa di Leh. Mentre le strade di Delhi erano piene di rumore, colore e il profumo delle spezie, Leh offriva un paesaggio dominato da colline rocciose, cieli azzurri e cime innevate in lontananza.

La transizione dalla vita urbana alla remota natura selvaggia dell'Himalaya è stata sia fisicamente che mentalmente impegnativa, ma Ivić l'ha affrontata con determinazione. L'ascesa reale a Kang Yatse II ha comportato la navigazione su sentieri insidiosi coperti di ghiaccio e roccia sciolta. Ogni movimento richiedeva precisione e cautela, poiché anche piccoli errori potevano portare a lesioni gravi o peggio. Ivić ha raccontato come si affidò al sostegno dei suoi compagni di arrampicata, sottolineando l'importanza del lavoro di squadra nei momenti di fatica e incertezza.

Dopo ore di lotta ed esaurimento, ha descritto di provare un profondo senso di realizzazione e libertà. La vista dall'alto, ha detto, era diversa da qualsiasi cosa avesse mai sperimentato. In piedi sopra le nuvole, si sentiva piccola rispetto alla vastità della natura, ma rafforzata dalla consapevolezza di aver superato le sue paure e i suoi limiti. La decisione di Ivić di intraprendere l'alpinismo è arrivata dopo un periodo di difficoltà personali. Avendo affrontato circostanze difficili mentre allevava i suoi figli da sola, ha trovato conforto nel camminare e fare escursioni. Quello che è iniziato come un semplice hobby si è evoluto gradualmente in una ricerca più ambiziosa, portandola a intraprendere alcune delle salite più impegnative del mondo.

Il suo lavoro in una società multinazionale con sede a Monaco di Baviera, che si occupa di brevetti e software, le ha permesso di bilanciare le responsabilità professionali con la sua passione per l'avventura. Il suo successo ha attirato l'attenzione non solo in Croazia ma anche tra le comunità di arrampicata internazionali. Molti che la conoscono sono sorpresi dall'entità dei suoi successi, dato il suo comportamento altrimenti modesto e il suo lavoro di ufficio di routine. Per Ivić, tuttavia, la salita è stata più di una semplice pietra miliare personale, è stata una testimonianza della perseveranza umana e della capacità di trasformare le avversità in forza. Mentre riflette sulla sua esperienza, Ivić sottolinea le sfide uniche poste dagli ambienti ad alta quota.

L'aria sottile, il tempo imprevedibile e lo sforzo fisico contribuiscono a rendere tali salite estremamente rischiose. Nonostante questi ostacoli, rimane impegnata a spingere i suoi limiti ed esplorare nuove frontiere. La sua storia continua a ispirare gli altri, in particolare le donne, a sfidare se stessi e abbracciare l'ignoto.

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Ines Bojanić: 'Stai sopra una nuvola e per un attimo ti sembra che i tuoi problemi siano molto più piccoli'

L'attrice Ines Bojanić, 50 anni, ha recentemente scalato il Monte Kilimanjaro, realizzando un sogno di una vita. Come membro dell'ensemble teatrale satirico di Zagabria Kerempuh, ha condiviso la sua esperienza di scalata della montagna in Tanzania, enfatizzando il viaggio spirituale piuttosto che solo raggiungere la vetta. Ha descritto la vista dalla cima come impressionante, offrendo una prospettiva momentanea in cui i problemi personali sembrano più piccoli. La scalata faceva parte di un'avventura più ampia che combinava la sua passione per i viaggi e l'alpinismo, sostenuta da una sovvenzione del Ministero della Cultura e dei Media.

Lettura del bias (Centro): L'articolo si concentra su un risultato personale nello sport (alpinismo), che è generalmente considerato apolitico. Non vi è alcuna discussione di questioni politiche, politiche o divisioni sociali. Il tono rimane neutro, concentrandosi sull'esperienza dell'individuo e sulla crescita personale attraverso sfide fisiche.

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A mezzanotte, Marjana si dirigeva verso la cima dell'Himalaya: "Se uno cade, l'altro resiste"

Marjana Ivić, 48-year-old mother of three from Croatia, successfully survived on Kang Yatse II in the Himalayas, which is located at nadmorskoj altitudini od 6250 meters. Ivić è un posto di riposo posto nell'ambito di una società di alpinismo, dove sono stati presenti altri alpinisti in Serbia. Ivić ha raccontato la sua esperienza durante la penetrazione, dimostrando l'estrema resistenza fisica e mentale necessaria per un tale obiettivo. Ha anche condiviso le sue sensazioni su come quel momento sia speciale e su come osjetti il suo potere e la sua successo. Ivić lavora per una compagnia internazionale a Monaco, e la sua radiodiffusione in città è in contrasto con i suoi obiettivi avventuristici.

Lettura del bias (Centro): L'articolo si concentra su un risultato personale legato all'alpinismo e non coinvolge alcuna figura politica, politiche o questioni controverse. Il contenuto è principalmente descrittivo e mette in evidenza l'esperienza e le realizzazioni dell'individuo senza mostrare alcun chiaro pregiudizio ideologico o preconcetti.

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