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Il leggendario fotografo di Marilyn Monroe parla del loro straordinario legame.
United Kingdom🏛️ PoliticaCentro6 gg fa

Il leggendario fotografo di Marilyn Monroe parla del loro straordinario legame.

Il fotografo Lawrence Schiller, che ha documentato momenti iconici del XX secolo, riflette sul suo rapporto unico con Marilyn Monroe. Racconta un momento cruciale durante un servizio fotografico nel suo camerino in cui ha mostrato compassione dopo aver appreso dell'incidente infantile che lo ha lasciato cieco da un occhio. Il loro legame si è approfondito durante il loro primo incontro nel 1960 sul set di "Let's Make Love", dove Monroe ha mostrato sia la sua indifferenza che un calore inaspettato. Schiller, ora 89 anni, ha pubblicato un libro intitolato "Marilyn & Me" per commemorare il suo centenario, con rare fotografie e approfondimenti sui suoi ultimi giorni. Il libro include immagini del suo film incompiuto "Something's Got to Give" e evidenzia la sua influenza sulla sua carriera.

Lawrence Schiller, il famoso fotografo che ha catturato momenti iconici del XX secolo, ha condiviso intuizioni intime sul suo rapporto unico con Marilyn Monroe. Ora 89, Schiller ha raccontato come Monroe, nota per essere la donna più fotografata della storia, una volta ha mostrato una rara vulnerabilità durante una sessione privata nel suo camerino. Secondo Schiller, Monroe ha notato che il suo occhio sinistro mancava a causa di un trauma infantile e ha risposto con genuina empatia, spostando il suo comportamento dalla curiosità alla preoccupazione. Questo momento ha segnato l'inizio di un profondo legame tra di loro.

Schiller incontrò Monroe per la prima volta nel 1960 mentre lavorava sul set di Let's Make Love ai 20th Century Fox Studios di Los Angeles. Inizialmente, credeva che l'incontro sarebbe stato di routine, ma si è rapidamente evoluto in qualcosa di molto più significativo. Al suo arrivo allo studio, ha descritto di sentirsi entusiasta e ansioso. Quando Monroe è entrata, vestita con un leotardo nero e calze nere, inizialmente sembrava distante, passando come se non fosse a conoscenza della sua presenza. Tuttavia, quando è stata presentata dal pubblicista come qualcuno della rivista Look, il comportamento di Monroe è cambiato.

L'interazione proseguì con divertimento reciproco, mentre Schiller ricordava come il suo tentativo di stringersi la mano avesse portato le sue telecamere a strillare insieme, portando a una risata da parte di Monroe.

Oltre al loro legame personale, la carriera di Schiller ha riguardato alcuni degli eventi storici più cruciali della seconda metà del XX secolo. Le sue fotografie hanno documentato le conseguenze dell'assassinio del presidente John F. Kennedy e catturato Muhammad Ali nel ring. Il suo ultimo progetto, Marilyn & Me, celebra l'eredità di Monroe, specialmente nel suo centenario. Il libro presenta oltre 100 immagini, tra cui filmati mai visti prima dai suoi ultimi giorni. Queste foto offrono uno sguardo sulla personalità e la sensibilità artistica di Monroe. In un momento particolarmente rivelatore, Monroe ha dimostrato la sua acuta comprensione della fotografia, guidando Schiller verso una migliore posizione di illuminazione.

Ha inclinato leggermente la testa, indicando un punto specifico a sinistra, spiegando che la luce avrebbe migliorato il suo aspetto. Schiller ha descritto come ha poi girato la testa a metà, lampeggiando un sorriso timido che trasmetteva la sua fiducia e la consapevolezza del suo fascino. Ha notato che sembrava capire la luce meglio di lui, dando a lui un senso di umiltà nella loro collaborazione. L'approccio di Monroe al lavoro era non convenzionale. Schiller ha ricordato casi in cui è arrivata in ritardo alle riprese, apparentemente indifferente agli orari. Ha appreso che spesso seguiva il proprio tempo, credendo di essere sottopagata e lottando contro i vincoli della 20th Century Fox.

Circolarono voci secondo le quali il suo talento era stato sottovalutato dallo studio e trattata ingiustamente. Nonostante queste sfide, Monroe rimase una figura dominante, sia dentro che fuori dalla telecamera. Mentre Schiller riflette sul suo tempo con Monroe, i suoi ricordi rimangono vividi e profondamente personali. Il loro legame trascendeva le semplici relazioni professionali, evolvendosi in qualcosa di più profondo. Attraverso la sua lente, Monroe rimane un simbolo duraturo di grazia, forza e complessità, una donna la cui eredità continua a ispirare.

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Daily Mirror logoDaily MirrorIndipendenteCentroFattualità 75Obiettività 606 gg fa
Il leggendario fotografo di Marilyn Monroe parla del loro straordinario legame.

Il fotografo Lawrence Schiller, che ha documentato momenti iconici del XX secolo, riflette sul suo rapporto unico con Marilyn Monroe. Racconta un momento cruciale durante un servizio fotografico nel suo camerino in cui ha mostrato compassione dopo aver appreso dell'incidente infantile che lo ha lasciato cieco da un occhio. Il loro legame si è approfondito durante il loro primo incontro nel 1960 sul set di "Let's Make Love", dove Monroe ha mostrato sia la sua indifferenza che un calore inaspettato. Schiller, ora 89 anni, ha pubblicato un libro intitolato "Marilyn & Me" per commemorare il suo centenario, con rare fotografie e approfondimenti sui suoi ultimi giorni. Il libro include immagini del suo film incompiuto "Something's Got to Give" e evidenzia la sua influenza sulla sua carriera.

Lettura del bias (Centro): Mentre l'articolo discute di una figura storica e aneddoti personali, l'attenzione sull'eredità e l'impatto culturale di Marilyn Monroe rientra in narrazioni sociali più ampie piuttosto che in un discorso politico diretto.

Perché fattualità (75): The article presents a personal account from Lawrence Schiller, a photographer who worked with Marilyn Monroe. While it includes specific anecdotes and quotes from Schiller, there is no primary source document to verify these claims. The narrative aligns with general historical knowledge of Monroe's

Perché obiettività (60): The article has a nostalgic and sentimental tone, focusing on the emotional connection between Monroe and Schiller. It uses emotive language such as 'her eyes became warmer and watery' and frames the encounter as a meaningful moment. This suggests a subjective perspective rather than a neutral repor

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